Buoni postali ed il caso Giannotta: interessi inferiori a quelli stampati e l’intervento di Altroconsumo

Ecco cosa fare qualora vengano risconosciuti interessi inferiori a quelli stampati dietro il retro dei buoni fruttiferi postali, il caso del singor Giannotta e l'intervento di Altroconsumo.

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Ecco cosa fare qualora vengano risconosciuti interessi inferiori a quelli stampati dietro il retro dei buoni fruttiferi postali, il caso del singor Giannotta e l'intervento di Altroconsumo.

L’Associazione per la Tutela e la Difesa dei Consumatori ovvero Altroconsumo sulla sua pagina ufficiale ha raccontato la storia del Signor Giannotta che ha ricevuto interessi molto inferiori rispetti a quelli stampati dietro ai buoni fruttiferi postali. Grazie all’Associazione, però, è riuscito ad ottenere ciò che gli spettava. Ecco cosa è accaduto.

Il caso Giannotta

Il signor Giannotta racconta che nel 1986 la madre aveva acquistato 1 bfp dell’importo di 500 mila lire con una durata di tren’tanni.

L’uomo allo scadere di tale data si è recato all’ufficio postale di Bologna per ritirarlo convinto di poter ricevere circa 7.000 euro di rimborso. L’impiegata dell’ufficio, però, ha fatto notare al signor Giannotta che dietro il buono era stato apposto un timbro che modificava i tassi di interesse per la durata dei complessivi trent’anni. L’importo, quindi, non era di 7.000 euro ma di 3.360 euro (purtroppo meno della metà). L’uomo è rimasto molto sconcertato in quanto tale valore era inferiore rispetto alla tabella che si trova stampata dietro il titolo. Giannotta è poi tornato a casa ed ha guardato meglio la tabella accorgendosi che era stati modificati solo i primi venti anni e non tutti e trenta come gli era stato comunicato dall’operatore postale. Il rimborso complessivo, quindi, sarebbe dovuto essere di 5.500 euro e non di 3.360 euro.

Poste non riconosce l’effettivo rimborso: ecco cosa fare

Il signor Giannotta, incredulo per il rimborso di molto inferiore a quanto comunicato sul retro, ha contattato l’Associazione Altroconsumo spiegando la situazione. L’uomo ha sporto quindi un reclamo con la possibilità di rivolgersi all’Arbitro Bancario qualora la risposta di Poste Italiane nell’arco dei trenta giorni non gli fosse piaciuta.

Il Signor Giannotta ha quindi chiesto alle Poste che gli venissero riconosciuti gli interessi originari degli ultimi dieci anni perché il timbro modificava i tassi solo per i primi vent’anni. Poste Italiane non ha accettato il suo reclamo per cui Giannotta si è dovuto rivolgere all’arbitro bancario che, dopo sei mesi, gli ha dato ragione obbligando Poste Italiane a rimborsarlo di 2.200 euro.

Altroconsumo, quindi, consiglia a tutti di fare dei reclami qualora ci si dovesse ritrovare nella medesima situazione. Solitamente l’Arbitro Bancario agisce affinché venga riconosciuto l’importo come originariamente previsto sul buono stesso.

Leggete anche: Tassazione buoni fruttiferi postali e liquidazione anticipata sugli interessi maturati.

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