Buoni fruttiferi postali: Poste Italiane condannata a pagare 24 mila euro per interessi non versati ma dovuti

È arrivata lo scorso 10 gennaio 2020 grazie a Konsumer Italia una nuova vittoria contro Poste Italiane, condannata a pagare 24 mila euro come liquidazione di buoni fruttiferi postali per importi non maggiorati di interessi.

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È arrivata lo scorso 10 gennaio 2020 grazie a Konsumer Italia una nuova vittoria contro Poste Italiane, condannata a pagare 24 mila euro come liquidazione di buoni fruttiferi postali per importi non maggiorati di interessi.

È arrivata lo scorso 10 gennaio 2020 una nuova vittoria contro Poste Italiane che è stata condannata a pagare 24 mila euro come liquidazione di buoni fruttiferi postali per importi non maggiorati di interessi. La vittoria si è avuta grazie alla Konsumer Italia che ha sostenuto tanti risparmiatori in una dura lotta grazie alla quale, però, gli stessi sono riusciti ad ottenere il riconoscimento dei diritti sui titoli dei quali erano titolari. Ecco cosa è accaduto.

La vicenda dei buoni fruttiferi postali

Il Tribunale di Milano lo scorso 10 gennaio ha stabilito che l’articolo 4 del Decreto Ministeriale del 13 giugno 1986 fa riferimento alla tabella stampata sui bfp. Questo significa, ha spiegato Fabrizio Premuti (che è il presidente dell’Associazione a Difesa di Consumatori “Konsumer Italia“) che se l’ufficio postale, quando emette i buoni che appartengono alla serie Q utilizza il modulo della serie precedente “P” senza correggere per intero i rendimenti trentennali che sono visibili nella tabella, deve poi adempiere al contratto. Tradotto: deve pagare quello che risulta dal tenore del titolo anche se le condizioni risultano essere maggiori rispetto a quelle stabilite dalla norma.

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Per questo motivo Poste Italiane S.P.A. è stata costretta a pagare 24 mila euro quale liquidazione di titoli per importi non maggiorati di interesse. Il presidente della Konsumer ha spiegato che l’Associazione è felice per l’esito della sentenza in quanto quest’ultima ha dato ragione  all’avvocato Maria Franca Costelli che è la responsabile nazionale del risparmio postale.

Giuseppe Di Miceli, responsabile della Konsumer di Agrigento, ha spiegato infine che la vicenda su indicata riguarda tante persone. Fortunatamente, però, Poste Italiane dovrà restituire gli interessi non versati ai risparmiatori: questo perché è stato riconosciuto il ruolo contrattuale del buoni fruttiferi postale e perché Poste ha garantito un rendimento diverso da quello riportato sul titolo.

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