Buoni fruttiferi postali: occhio ai rendimenti, il caso del signor Giovanni

Chi ha dei buoni fruttiferi postali dovrà controllare bene i rendimenti perché potrebbero valere meno: ecco il caso del signor Giovanni comunicato all'interno della trasmissione Di Martedì condotta da Giovanni Floris.

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Chi ha dei buoni fruttiferi postali dovrà controllare bene i rendimenti perché potrebbero valere meno: ecco il caso del signor Giovanni comunicato all'interno della trasmissione Di Martedì condotta da Giovanni Floris.

Chi ha dei buoni fruttiferi postali dovrà controllare bene i rendimenti perché potrebbero valere molto meno di quello che si pensa. Ecco il caso del signor Giovanni comunicato ieri all’interno della trasmissione Di Martedì in onda in prima serata su La7 e condotta da Giovanni Floris.

Occhio ai rendimenti dei bfp

Chi possiede dei buoni fruttiferi postali, come comunica la trasmissione Di Martedì condotta da Giovanni Floris, dovrà controllare attentamente i rendimenti in quanto potrebbero essere inferiori a quanto invece si crede. È il caso del signor Giovanni, che ha ereditato tre buoni fruttiferi postali con un investimento di 250 mila lire fatto da suo padre negli anni ottanta. Nel tempo tale investimento avrebbe dovuto fruttare dal 9 al 16%. Tali titoli, secondo i calcoli del signor Giovanni, avrebbero dovuto rendere 4.475,10 euro.

Quando però si è recato alle Poste gli sono stati erogati soltanto 2.052,46 euro.

Il motivo è che gli interessi erano cambiati con valore retroattivo. Il signor Giovanni comunica, però, che nessun risparmiatore era stato avvertito di tale cambio. Lo Stato ha infatti modificato le regole negli anni ed una recente sentenza della Corte di Cassazione delle Sezioni Unite ha stabilito che per i titoli sottoscritti prima del 1999 basta un decreto del Ministero affinché il rendimento cambi anche retroattivamente. Ciò anche qualora i sottoscrittori non ne siano stati informati. In ogni caso il cambiamento era stato annunciato in Gazzetta ufficiale.

Ecco cosa comunica il presidente della Federconsumatori

Emilio Viafora, il presidente della Federconsumatori, in merito al cambio degli interessi dei buoni fruttiferi postali (stabilito dallo Stato tramite decreto), ha comunicato che “non si sono informati i sottoscrittori di quei titoli“. E’ venuta, quindi, meno la libertà di scegliere se mantenerli in vita o disfarsene. Il signor Giovanni, inoltre, in merito alla sentenza, ha asserito che per i sottoscrittori dei titoli è davvero impossibile guardare giornalmente la Gazzetta Ufficiale.

I buoni: un investimento sicuro perché garantito dallo Stato Italiano

I buoni fruttiferi postali sono un prodotto sicuro perché garantito dallo Stato Italiano ed emesso dalla Cassa Depositi e Prestiti.

Essi possono essere sottoscritti in qualsiasi ufficio postale e chiederne il rimborso del capitale investito quando si vuole. Non avranno poi alcun costo né per l’emissione, né per la gestione e neanche per il rimborso se non quello di natura fiscale.

Avranno poi una tassazione agevolata al 12,50 % e l’importo minimo di sottoscrizione sarà pari a 50 euro sia per quelli cartacei (tradizionali) che per quelli dematerializzati. Poste ricorda infine che questi ultimi saranno rappresentati da una scrittura contabile su conto di regolamento ovvero conto corrente o libretto di risparmio postale. Tali buoni, quindi, dovranno avere la stessa intestazione del conto di regolamento.

Leggete anche: Buoni fruttiferi postali: ecco come si calcola il valore.

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