Buoni fruttiferi postali: le domande più frequenti

Ecco le domande più frequenti sui buoni fruttiferi postali di Poste Italiane.

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Ecco le domande più frequenti sui buoni fruttiferi postali di Poste Italiane.

I buoni fruttiferi postali sono un prodotto emesso dalla Cassa Depositi e Prestiti (una società controllata dal Mef) e distribuiti in esclusiva da Poste Italiane. Essi sono molto amati dagli italiani perché non hanno alcuna spesa di gestione, di rimborso, collocazione e poi perché godono di una tassazione separata. Detto ciò, ecco le domande più frequenti inerenti ad essi.

Bfp: tutto quello che c’è da sapere

Sono molte le domande che ci si pone in merito ai buoni fruttiferi postali. Prima tra tutte: quando scadono quelli ordinari.

Ebbene i buoni postali diventano infruttiferi e quindi non generano più frutti dal giorno successivo alla scadenza naturale. In ogni caso ricordiamo che i bfp ordinari emessi fino al 27 dicembre del 2000 restano invece fruttiferi fino a che non si compie il 30° anno solare successivo a quello in cui sono stati emessi.

Ci si chiede poi cosa sono i buoni dematerializzati. Ebbene, essi sono rappresentati soltanto da una scrittura contabile eseguita sul conto di regolamento. Quest’ultimo può quindi essere un libretto di risparmio postale o anche un conto corrente BancoPosta. C’è però da rispettare una regola in quanto i buoni devono avere la stessa intestazione del conto di regolamento.

Al momento del rimborso o quando quest’ultimo si chiede, poi, succede che l’accredito del montante maturato fino a quel momento viene caricato in automatico sul conto di regolamento. Esso, quindi, non può essere estinto se ci sono dei bfp ancora in vita. Tale tipologia di buoni, infine, può essere emessa in tagli da 50 euro e multipli. Inoltre potranno essere rimborsati anticipatamente sia per il totale dell’importo sottoscritto che in modo parziale (sempre taglio minimo e multipli).

Domande sui buoni fruttiferi postali

Tra le domande che ci si pongono prima di aprire dei bfp c’è quella sul numero di cointestatari massimi. Ebbene la cointestazione è ammessa purché il numero di soggetti non sia superiore alle quattro unità. La facoltà di rimborso, poi, sarà disgiunta per ogni intestatario salvo che si chieda di escludere tale possibilità.

Lo si dovrà però fare all’atto della sottoscrizione e non si potranno effettuare cointestazioni tra minorenni e maggiorenni e né tra minorenni.

La clausola “Cpfr” è invece quella con pari facoltà di rimborso. Questo significa che ciascuno degli intestatari potrà chiedere in modo autonomo il rimborso del buono presentando soltanto il titolo cartaceo quando effettuerà tale richiesta. Infine i buoni cartacei si potranno sottoscrivere e rimborsare in ogni ufficio postale: esso avverrà a vista se la richiesta verrà presentata nell’ufficio di emissione altrimenti ci vorranno 4 giorni lavorativi per effettuare tutti gli accertamenti dovuti. Il denaro investito, poi, sarà rimborsabile in contanti se ci sarà disponibilità di cassa o in alternativa mediante vaglia circolare, accredito libretto risparmio o conto corrente Bancoposta.

I bfp dematerializzati, invece, potranno essere sottoscritti e rimborsati presso gli uffici postali. Alcuni, invece, mediante il sito poste.it. Per sottoscrivere tali tipi di buoni, però, sarà necessario essere titolari di un conto corrente postale o un libretto di risparmio postale detto anche conto di regolamento. Il rimborso e la sottoscrizione mediante il sito delle Poste sarà però soltanto per i titolari di Libretto Smart e per coloro che hanno un conto BancoPosta entrambi abilitati ai servizi online dispositivi.

Leggete anche: Buoni fruttiferi postali: occhio ai 4 anni risparmio semplice.

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