Buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: rendimenti inferiori, il caso di Ferrara

Scende in campo la Federconsumatori di Ferrara sul caso dei rendimenti inferiori dei buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: ecco le informazioni in merito e cosa fare.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Scende in campo la Federconsumatori di Ferrara sul caso dei rendimenti inferiori dei buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: ecco le informazioni in merito e cosa fare.

E’ approdata in Cassazione la questione riguardante i buoni fruttiferi postali che le Poste Italiane volevano liquidare con rendimenti inferiori alla cifra che veniva riportata dietro di essi. La Federconsumatori  di Ferrara è scesa in campo ed ha comunicato che agirà per tutelare gli investitori. Ma vediamo quello che è successo e come tuterlarsi.

Il caso dei buoni fruttiferi postali con rendimenti inferiori a quelli garantiti

Molti consumatori in possesso di buoni fruttiferi postali della Serie “O” e “P” si sono messi in contatto o si stanno mettendo in contatto con gli uffici della Federconsumatori per capire quanto dovranno riscuotere effettivamente alla scadenza dei titoli. Il conteggio operato dalle Poste Italiane, infatti, non coinciderebbe con quello risultante dal retro del documento. La cifra sarebbe di molto inferiore a quella effettiva.

Poste Italiane  su tale problema ha detto la sua e ha comunicato che il rendimento di quei determinati bfp fu modificato dal Decreto Ministeriale del 13 giugno 1986 “istitutivo della serie Q”. La normativa in merito introdusse una diminuzione del rendimento di tali buoni nonostante fossero in corso di rapporto.

L’obiezione della Federconsumatori

La Federconsumatori non ritiene corretta la risposta di Poste Italiane. Secondo l’Associazione, infatti, il contratto intercorso tra il sottoscrittore dei buoni e Poste riportava delle chiare condizioni economiche sul retro del titolo al momento della sottoscrizione e il contraente aveva aderito ad esse. Proprio per questo la Federconsumatori dichiara che le Poste avrebbero dovuto liquidare agli interessati la cifra risultante da quelle determinate condizioni apposte sul retro del titolo e non le nuove di importo di gran lunga inferiore.

Su questa questione è nato un contenzioso e la vicenda è stata rimessa alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con ordinanza interlocutoria depositata in data 31 agosto 2018. Sarà quindi la Corte Suprema a decidere sul da farsi. La Federconsumatori  di Ferrara,intanto, ha invitato tutti coloro che hanno il medesimo problema a contattare l’Associazione per ricevere tutte le informazioni necessarie.

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Argomenti: Conti e carte, Buoni Fruttiferi Postali