Buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: grazie a Federconsumatori recuperati 76 mila euro a scadenza

Buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: la durata a 20 e 30 anni e la vittoria di Federconsumatori, recuperati 76 mila euro a scadenza.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: la durata a 20 e 30 anni e la vittoria di Federconsumatori, recuperati 76 mila euro a scadenza.

I buoni fruttiferi postali di Poste Italiane sono degli strumenti di risparmio grazie ai quali è sempre possibile riavere il capitale versato, maggiorato degli eventuali interessati maturati. Essi sono dei titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti che è la Società per Azioni a partecipazione statale controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ecco allora il caso di due consumatrici che, grazie alla Federconsumatori di Udine, sono riuscite a recuperare somme maggiorate alla scadenza di essi nonostante il parere contrario delle Poste. Vediamo cosa è accaduto e le info sulla durata a 20 e 30 anni.

Durata buoni fruttiferi postali di Poste Italiane

I bfp ordinari emessi fino alla data del 27 dicembre 2000 della Serie Z hanno durata di trent’anni. Quelli emessi in seguito, a partire dalla serie A1, durano vent’anni. Poste Italiane ricordano che i bfp ordinari a trent’anni maturano interessi fino al 31 dicembre dell’anno solare in cui scade il titolo. Quelli a vent’anni, invece, cessano di essere fruttiferi alla scadenza precisa del ventesimo anno.

Le Poste comunicano inoltre che quelli a trent’anni maturano gli interessi in regime di capitalizzazione composta nei primi venti anni. Poi dal ventunesimo al trentesimo si passa al regime di capitalizzazione semplice. Per quanto concerne i bfp ordinari a vent’anni, essi hanno interessi che maturano sempre in regime di capitalizzazione composta.

La vittoria di Federconsumatori: ecco cosa è successo, al centro della vicenda i bfp

Due donne, che avevano sottoscritto buoni fruttiferi postali nel 1986 e nel 1987 (come racconta il sito web Diariodiudine), si sono rivolte alla Federconsumatori di Udine in quanto il tasso di interesse indicato su di essi era superiore rispetto a l’importo che le Poste Italiane avrebbero riconosciuto loro all’atto del rimborso. La giustificazione delle Poste faceva riferimento alla presenza di un timbro posto sul retro al momento dell’emissione. Le due donne, quindi, si sono rivolte alla Federconsumatori di Udine e, grazie a tale associazione, hanno potuto riscuotere le somme maggiore di 39 mila e di 37 mila euro rispetto alla cifra che aveva offerto la società.

Il ruolo di Federconsumatori

Federconsumatori, a seguito della denuncia delle due donne riguardanti tassi di interesse minori ricevuti sui loro bfp alla scadenza dopo trent’anni, ha inoltrato due diversi ricorsi all’Arbitro Finanziario e ciò per avere una pronuncia in merito alle somme chieste dalle due associate. L’Arbitro ha quindi ascoltato anche Poste Italiane e, dopo un’accurata analisi, ha deciso che alle due donne dovessero essere riconosciute le condizioni contrattualmente stabilite sui titoli.

La Federconsumatori comunica che il ricorso vinto riguarda bfp cartacei emessi a metà degli anni ottanta e che quindi il medesimo problema potrebbe interessare anche altre persone. Il consiglio quindi è quello di far esaminare il buono ad un esperto in quanto poi è possibile vantare i propri diritti (qualora questi vengano meno) in modo economico e più veloce grazie all’Arbitro Bancario Finanziario, figura attivata dal 2010.

Leggete anche: Buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: info smarrimento, duplicato e cambio intestazione.

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Argomenti: Conti e carte, Buoni Fruttiferi Postali

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