Buoni fruttiferi postali dedicati ai minori, variati i rendimenti: sono più bassi

Aggiornamento al ribasso del rendimento annuo effettivo lordo per i bfp dedicati ai più piccoli.

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Aggiornamento al ribasso del rendimento annuo effettivo lordo per i bfp dedicati ai più piccoli.

Dal 28 gennaio 2020 Poste Italiane ha variato i rendimenti dei buoni fruttiferi postali dedicati ai minori che rispetto alle condizioni in vigore dal 28 giugno 2019 risultano essere più bassi. Ecco le informazioni in merito e cosa sono i buoni dedicati ai minori.

Buoni dedicati ai minori

I buoni fruttiferi postali dedicati ai minori sono il regalo perfetto per accompagnare la loro crescita in quanto matureranno fino al diciottesimo anno di età. Tale regalo, poi, potrà essere fatto da tutti: non solo da parenti ma anche da amici. E ancora, anche tali titoli, così come gli altri, godranno di tassazione agevolata al 12,50% e saranno garantiti dallo Stato Italiano.

Per la loro sottoscrizione saranno necessari dei documenti sia del richiedente che del minore. Il primo dovrà presentare il codice fiscale o la tessera sanitaria plastificata ed in più o la carta di identità in corso di validità o la patente di guida italiana o il passaporto italiano o di un paese Ue. Infine, potrà essere presentato anche il passaporto extracomunitario che dovrà però essere accompagnato da una traduzione giurata se redatto in lingua diversa dall’inglese.

Il minore dovrà presentare anche in fotocopia il codice fiscale o la tessera sanitaria. In più o la carta di identità/passaporto rilasciato al minore da 0 a 3 anni o ci/ passaporto rilasciato al minore di età compresa tra i 3 ed i 18 anni. Si ricorda che il primo documento avrà una validità di 3 anni mentre il secondo di 5 anni.

Vecchi e nuovi tassi a confronto

Come anticipato, Poste Italiane ha variato il rendimento annuo effettivo lordo dei bfp alla fine di ciascun periodo rispetto alle condizioni che erano in vigore dal 28 giugno 2019.

Ecco i vecchi ed i nuovi tassi:

  • dopo 1 anno e 6 mesi: il tasso prima era dell’1% ora dello 0,50%.
  • dopo 2 anni: prima dell’1% ora dello 0,50%,
  • dopo i 3 anni: prima dell’1% ora dello 0,50%,
  • al termine dei 4 anni: prima dell’1,50% ora dello 0,75%,
  • al termine dei 5 anni: prima dell’1,50% ora dell’1%,
  • dopo 6 anni: prima dell’1,75% ora dell’1,25%,
  • dopo 7 anni: prima dell’1,75% ora dell’1,25%,
  • dopo 8 anni: prima del 2% ora dell’1,50%,
  • dopo 9 anni: prima del 2% ora dell’1,50%,
  • dopo 10 anni: prima del 2% ora dell’1,50%,
  • dopo 11 anni: prima del 2% ora dell’1,50%,
  • al termine dei 12 anni: prima del 2,5% ora del 2,00%,
  • al termine dei 13 anni: prima del 2,5% ora del 2,00%,
  • dopo 14 anni: prima del 2,5% ora del 2,00%,
  • al termine dei 15 anni: prima del 2,5% ora del 2,00%,
  • al termine dei 16 anni: prima del 3% ora del 2,50%,
  • dopo 17 anni: prima del 3% ora del 2,50% ed infine
  • dopo 18 anni: prima del 3% ora del 2,50%.

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