Brexit: mutui più convenienti, ma è più difficile che la banca ve li conceda

La Brexit ha abbassato i tassi di mercato sui mutui, ma prestarli sarà più difficile per le banche italiane.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
La Brexit ha abbassato i tassi di mercato sui mutui, ma prestarli sarà più difficile per le banche italiane.

A guardare l’andamento dei tassi di mercato, abbiamo già avuto modo di notare (leggi qui: https://www.investireoggi.it/risparmio/interessi-mutui-piu-bassi-la-brexit-ci-segnala-mercato/) come i mutuatari a tasso variabile e i nuovi contraenti, non importa se a tasso fisso o variabile, stiano guadagnando dalla Brexit. L’Euribor è diminuito su tutte le scadenze, scendendo al -0,37% su quella a 1 mese, al -0,3% sui 3 mesi, al 0,19% sui 6 mesi e al -0,06% sui 12 mesi, in calo rispettivamente di 1 punto base nel primo caso e di 3 bp negli altri. Anche per l’Eurirs, interesse al quale vengono agganciati i mutui a tasso fisso, si registra un calo marcato su tutte le scadenze: -22 bp allo 0,31% sui 10 anni, -27 bp allo 0,62% sui 15 anni, -29 bp allo 0,73% sui 20 anni, -29 bp allo 0,77% sui 25 anni e -28 bp allo 0,77% sui 30 anni. Queste sono le variazioni di entrambi i tipi di tasso dal 23 giugno, data del referendum sulla Brexit nel Regno Unito.

Tassi mutui bassi, ma banche hanno difficoltà a prestarli

Eppure, la situazione potrebbe essere nei prossimi mesi meno rosea di quanto appare per i futuri aspiranti acquirenti di un immobile. A fronte di mutui teoricamente più convenienti, il vero rischio risiede nell’aumento delle probabilità che le banche tornino a stringere i cordoni della borsa, similmente a quanto hanno fatto dal 2011 in poi.

La Brexit ha esacerbato le tensioni finanziarie, che già erano presenti sul comparto bancario italiano, oltre che su quello europeo. Si sono accesi i riflettori internazionali sulla sotto-capitalizzazione delle nostre banche, in parte dovuta alla montagna di crediti deteriorati e di vere e proprie sofferenze, la prima pari a 360 miliardi e le seconde a 200 miliardi.

Crisi banche provocherà meno mutui casa

Per cercare di riacquistare la fiducia perduta, le banche dovranno effettuare due operazioni: ricapitalizzarsi, chiedendo soldi al mercato o allo stato (si rimanda al dibattito sui salvataggi pubblici) e smaltire i crediti sofferenti. La seconda opzione, obbligata per gran parte del sistema bancario italiano, contempla anche la limitazione delle nuove esposizioni a rischio, ovvero alle imprese più piccole e finanziariamente meno solide e alle famiglie con i requisiti più precari. Anche perché i margini sono diventati così bassi per le banche, che non ne vale più la pena affrontare un elevato rischio di insolvenza.

Se già abbiamo assistito nell’ultimo quinquennio a un inasprimento dei requisiti di accesso al credito, i futuri richiedenti un mutuo si troveranno a fare i conti nei prossimi mesi con una banca ancora meno generosa. Serviranno solide garanzie, come un reddito da lavoro a tempo indeterminato almeno medio e un immobile dal valore commerciale di gran lunga superiore a quello del finanziamento richiesto.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Mutui e Prestiti, Garanzie mutuo, Mutuo a tasso fisso, Mutuo a tasso variabile

I commenti sono chiusi.