Boom dell’oro solo agli inizi? Pro e contro sulle prospettive dell’asset

Investire in oro potrebbe rilevarsi una scelta azzeccata contro diversi rischi. Esistono anche alcune controindicazioni, vediamole.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Investire in oro potrebbe rilevarsi una scelta azzeccata contro diversi rischi. Esistono anche alcune controindicazioni, vediamole.

“Il rally dell’oro è solo agli inizi”. Usa queste parole Paul Singer di Elliott Management nella lettera indirizzata agli investitori di fine aprile e resa pubblica solo ieri. Le quotazioni del metallo sono già salite del 16% nei primi tre mesi dell’anno, segnalando il migliore primo trimestre degli ultimi 30 anni. Eppure, spiega uno dei più importanti manager al mondo, esse potrebbero continuare a crescere nei prossimi mesi, specie se il mercato avrà sempre meno fiducia nelle azioni delle banche centrali, ovvero nell’efficacia delle loro politiche monetarie ultra-espansive. Goldman Sachs ha, intanto, alzato le stime a 3, 6 e 12 mesi, ma resta il fatto che la banca d’affari americana continui a prevedere quotazioni inferiori ai livelli attuali nel medio termine. Infatti, il prezzo si attesta in queste ore a 1.278 dollari, in rialzo del 20% rispetto all’inizio dell’anno, ma ancora del 30% più basso del picco toccato nel settembre di 5 anni fa.

Investire in oro oggi conviene?

L’oro è l’investimento per eccellenza da oltre 5.000 anni. Alcuni lo considerano semplicemente un metallo, molti altri una vera e propria moneta, una riserva di valore nel tempo, utile a proteggersi contro il rischio di perdita di valore della moneta, ovvero contro l’inflazione. Ma ha senso per un investitore di un’economia avanzata comprare oro oggi per proteggersi contro l’aumento dei prezzi, quando si parla del rischio opposto di deflazione? In effetti, il maggiore limite alla crescita ulteriore delle quotazioni è rappresentato proprio da un ambiente di inflazione quasi zero o tendenzialmente bassa un po’ in tutte le principali economie del pianeta. Peraltro, il metallo risente negativamente del rafforzamento del dollaro, in quanto si compra sui mercati nella divisa americana.      

Pro e contro negli acquisti di oro

Nei prossimi mesi, però, pur con tutta la gradualità attesa, vi sarà un secondo rialzo dei tassi USA, il quale sarà a sua volta seguito a distanza di tempo da una terza stretta e così via. Dunque, il dollaro sarebbe destinato a rafforzarsi e la stessa risalita dei rendimenti farebbe concorrenza a un asset privo di cedola. D’altra parte, il mercato obbligazionario mondiale è gravato dal peso di quasi 10.000 miliardi di dollari di bond governativi con rendimenti negativi, così come sussistono diversi timori sulla tenuta del mercato azionario, date le incertezze relative al consolidamento della ripresa economica americana da un lato e all’uscita dalla crisi dell’Eurozona, solo per limitarci alle prime due economie del pianeta. Dunque, i rischi potenziali sui mercati esistono e sono tali da indurre anche il piccolo risparmiatore a ripararsi nell’oro. Per contro, si consideri, però, che il cambio euro-dollaro, per quanto in risalita negli ultimi mesi, è ancora nettamente al di sotto dei valori medi di appena un paio di anni fa, quando viaggiava quasi a 1,40. Nel lungo periodo, quindi, il dollaro contro l’euro dovrebbe indebolirsi, un fatto che nuocerebbe a chi avrebbe acquistato il metallo ai tassi di cambio attuali.  

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti