Bond lira turca di Banca IMI: i risparmiatori devono avere paura?

Bond in lira turca di Banca IMI: quando la iella perseguita i piccoli investitori italiani. Ora è necessario sperare nel cambio.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Bond in lira turca di Banca IMI: quando la iella perseguita i piccoli investitori italiani. Ora è necessario sperare nel cambio.

Solamente pochi giorni fa, Banca IMI aveva emesso un bond a 2 anni in lira turca (codice ISIN:IT0005075517) per un controvalore nominale di 792 milioni, pari a circa 250 milioni di euro. L’emittente non avrebbe potuto immaginare che a pochi giorni di distanza, la Turchia sarebbe stata teatro di un tentativo di colpo di stato e fonte di tensioni internazionali.

Giustamente, i piccoli investitori che hanno appena acquistato l’obbligazione si sentono quasi vittime della iella. Il taglio minimo era di appena 1.500 lire turche, circa 1.350 euro, alla portata davvero di tutte le tasche. E che dire della cedola fissa del 9,15% annuo, che comporta un rendimento lordo alla scadenza del 9,724%, considerando il prezzo di emissione leggermente sotto la pari (7,21% netto)? In tempi di tassi zero, è sembrato persino un peccato rinunciare a tanta grazia.

Ieri, le perdite per il bond sono state nell’ordine del 3%. Tutto sommato, non ci sarebbe di che avere paura, se il solo dato a cui guardare fosse questo. Invece, di paura bisogna averne, eccome. Dalla data di emissione del 6 luglio scorso alla chiusura di ieri, la lira turca ha già perso contro l’euro più dell’1,5%. Nemmeno in questo caso parliamo di grosse variazioni, ma l’allarme è giustificato con riferimento al possibile trend futuro. Riusciranno il cambio a stabilizzarsi da qui alla scadenza, sfangando le tensioni geo-politiche? (leggi anche: https://www.investireoggi.it/risparmio/obbligazioni-in-valuta-estera-oltre-al-rendimento-guardate-al-rischio-cambio/).

Obbligazioni valuta estera, ora sperare nel cambio

Il guaio è che anche questa volta, molti piccoli investitori hanno acquistato un po’ alla cieca, non ponendo sufficiente attenzione al fatto che dall’inizio dell’anno la lira turca ha già perso il 13% contro la moneta unica. In teoria, la prospettiva di un taglio dei tassi da parte della banca centrale di Ankara dovrebbe indebolire il cambio, cosa che certamente non farà piacere agli obbligazionisti.

Per evitare di perdere il capitale, quindi, è necessario che da qui alla scadenza (ipotizzando che non lo si voglia rivendere prima sul mercato secondario), il prezzo del bond non perda più del 14%, espresso in lire turche. Bisogna solo sperare, quindi, che nei prossimi 24 mesi, il cambio si stabilizzi e che non arretri più di quanto non abbia già fatto negli ultimi 6-7 mesi.

 

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Risparmio, Investimenti

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