Bollette luce e gas: info aumenti e cambio prescrizione dal 2018

La prescrizione per il mancato pagamento delle bollette della luce e del gas scenderà da cinque a due anni. Ciò significa che le aziende avranno soltanto due anni di tempo per riscuotere tali cifre dagli utenti. Ecco le info e quelli sugli aumenti.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
La prescrizione per il mancato pagamento delle bollette della luce e del gas scenderà da cinque a due anni. Ciò significa che le aziende avranno soltanto due anni di tempo per riscuotere tali cifre dagli utenti. Ecco le info e quelli sugli aumenti.

La prescrizione per il mancato pagamento delle bollette della luce e del gas scenderà da cinque a due anni. Ciò significa che le aziende avranno soltanto due anni di tempo per riscuotere tali cifre dagli utenti. Tale norma è stata approvata dalla commissione Bilancio della Camera che taglia quindi di tre anni i termini di prescrizione che le compagnie di luce e gas potevano vantare nei confronti degli utenti domestici o delle piccole imprese. Ecco le info in merito e quelle sugli aumenti.

Cambio prescrizione bollette luce e gas

Dal 1 marzo 2018 le aziende di luce e gas potranno riscuotere le bollette non pagate soltanto entro due anni. Tale regola sarà applicata anche per i rapporti tra il distributore ed il venditore. Per quanto concerne il settore elettrico, tali disposizioni saranno attive a partire dal 1 marzo del 2018 mentre per quanto concerne il settore gas dal 1 gennaio 2019. Per quanto riguarda l’acqua, invece, la prescrizione di due anni sarà valida soltanto dal 1 gennaio 2020 ma solo nei rapporti tra le micro imprese e i clienti domestici.

Qualora agli utenti vengano inviate delle fatture per conguagli riferiti a periodi maggiori ai due anni, quelli che avranno presentato reclamo potranno astenersi dal pagarle. Quest’ultimo caso, però, si verifica solo quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha aperto un procedimento per l’accertamento della violazione del codice del consumo.

Aumenti in bolletta 2018

La riforma delle tariffe elettriche per i clienti domestici non sarà completata a partire dal 1 gennaio 2018, come era previsto originariamente, bensì dal 1 gennaio 2019. Tale riforma ha lo scopo di superare la progressività della tariffa e quindi chi consuma di meno pagherà di più. Il cambiamento favorirà infatti sopratutto chi ha consumi alti.

Ricordiamo che la seconda fase di tale riforma è già iniziata nel 2017 ed ha portato un rincaro per l’82% degli utenti domestici che avevano consumi al di sotto dei 2700 kWh annui. Per costoro, poi, ulteriori aumenti sarebbero arrivati già quest’anno ma, fortunatamente, l’ultima fase della riforma è slittata al 1 gennaio 2019.

Nel 2018, comunque, un residente con consumi bassi fino a 1500kWh di potenza annua non avrà rincari per i nuovi sgravi agli energivori. Solo nel 2017, però, tale tipologia di cliente ha speso 41 euro in più per la riforma e nel 2019 spenderà 20,7 euro in più.

I clienti con consumi medio bassi ovvero 2200 kWh annui quest’anno pagheranno 4,2 euro in più mentre l’anno prossimo 12,64 euro in più. I residenti con consumi alti, infine, e quindi con una spesa di 3200kWh annui, spenderanno quest’anno 14,6 euro in più mentre nel 2019 13,5 euro in meno.

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Argomenti: Per la casa, Utenze domestiche