Bollette Enel aumenti 2018: 28 euro per le diffide e 2,44 euro per i solleciti di pagamento

Bollette Enel aumenti di 28 euro per le diffide e 2,44 euro per i solleciti di pagamento, info 2018.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Bollette Enel aumenti di 28 euro per le diffide e 2,44 euro per i solleciti di pagamento, info 2018.

Con la liberalizzazione sul mercato dell’energia, i gestori possono proporre delle modifiche unilaterali al contratto così come ha fatto Enel variando e aumentando i costi per le diffide ed i solleciti di pagamento come rende noto il IlSalvagente. Il cliente, quindi, è tenuto a valutare le condizioni offerte o rifiutarle ma per iscritto.

Aumenti Enel gennaio 2018

L’Autorità per l’energia ed il Gas comunica che tutte le variazioni del contratto dovranno pervenire al cliente tre mesi prima che esse vengano attuate. Quest’ultimo quindi dovrà studiare a fondo le nuove condizioni e prendere una decisione. Qualora volesse rifiutare la nuova proposta, dovrà comunicarlo per iscritto  in quanto se non lo farà essa verrà accettata per tacito assenso. Attenzione però la modifica unilaterale del contratto dovrà essere comunicata con una lettera apposita che dovrà recitare il seguente testo “Proposta di modifica unilaterale del contratto”.

In essa dovranno essere evidenziate chiaramente le modifiche proposte, la data dalla quale avverrà la modifica, gli effetti ed i contenuti della variazione ed infine come fare per esercitare il recesso che dovrà avvenire entro trenta giorni. Qualora invece vi sia una variazione del prezzo della componente energia derivante da un aggiornamento automatico previsto dal contratto, essa non dovrà essere comunicata per iscritto ma sulla prima bolletta dalla quale partirà la variazione.

Bollette che arrivano in ritardo

Le bollette Enel non hanno più da anni i timbri che attestano la data di spedizione per cui senza data le Poste non sono obbligate a rimborsare il ritardo. L’utente, quindi, qualora dovesse ricevere la bolletta oltre il termine di scadenza, potrà richiedere alle Poste l’attestazione della data di scadenza in modo tale da poter dimostrare al gestore di aver ricevuto la fattura oltre la data di scadenza per circostanze non imputabili al suo volere. La speranza è quella  di non dover pagare interessi di mora ed entrare nella lista di cattivo pagatore.
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Argomenti: Per la casa, Rincari, Utenze domestiche