Portiere a chiamata, la start-up di due italiani a caccia di 2,2 milioni di euro

Bnbsitter è la start-up al servizio dei proprietari di immobili, che intendano affittarli per un breve periodo. Si occupa della consegna delle chiavi, ma anche di pulire le camere e di cambiare la biancheria.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Bnbsitter è la start-up al servizio dei proprietari di immobili, che intendano affittarli per un breve periodo. Si occupa della consegna delle chiavi, ma anche di pulire le camere e di cambiare la biancheria.

Si chiama Bnbsitter una delle realtà emergenti nel panorama delle start-up innovative, fondata nel 2014 da due siciliani trapiantati in Francia, Biagio Tumino, 37 anni, e Piero Cipriano, 40 anni. La società, che ha già usufruito di finanziamenti per 500.000 euro, si occupa di rendere più facile la vita dei proprietari di immobili in affitto, attraverso la gestione di appositi servizi on demand, il principale dei quali consiste nella ricerca di un consièrge o portinaio per la consegna delle chiavi. Dunque, Bnbsitter ricerca in zona per il proprietario ed entro le 24 ore prima dell’arrivo del cliente-inquilino una persona, che si faccia trovare in tempo sul posto e che alle scadenze impartitele si occupi di consegnare e di ritirare le chiavi. In realtà, la start-up ha ampliato la sua offerta, includendovi anche il servizio di pulizia delle camere e di ricambio della biancheria, altro problema per un proprietario non sempre disponibile agli orari e nei giorni dell’arrivo degli affittuari. L’espansione di questa attività innovativa è stata resa possibile dalla collaborazione con siti di affitto a breve termine di immobili come Airbnb, HomeAway, Homelidays e Misterbnb.

Consegna chiavi, ma anche pulizia camere

Bnbsitter si caratterizza per ora per prezzi abbastanza modici: 19,99 per il servizio base di consegna delle chiavi, 60 euro se inclusivo delle pulizie per un appartamento di medie dimensioni. Costi bassi, ma che per il mercato italiano non sarebbero ritenuti alla portata di una vasta clientela. Per questo, spiegano i fondatori della società, potrebbero essere abbassati, specie considerando lo scarso successo finora ottenuto proprio nel nostro paese, specie a Roma, una delle due città (l’altra è Milano), dove il servizio è ad oggi attivo. Sono appena mille gli iscritti in Italia, mentre i risultati sono migliori nelle altre undici città europee, tra cui Parigi, Nizza e Barcellona. Adesso, Bnbsitter ricerca nuovi finanziamenti per 2,2 milioni di euro, ai quali parteciperà BlaBlaCar. L’obiettivo è di formare 300 consièrges di elevata professionalità, quando già oggi è necessario almeno la conoscenza della lingua inglese per potere lavorare per la società. Il 79% degli incassi vanno proprio al lavoratore a chiamata, il restanti 21% alla start-up. Se l’operazione andrà in porto, si punta a sbarcare nel ricco mercato anglosassone, dove la concorrenza esiste già e ha attecchito da tempo.

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Argomenti: Immobiliare, Curiosità