Biglietti aerei: voucher al posto dei rimborsi e costi chiari delle offerte online

Le ultime novità in merito ai rimborsi dei biglietti aerei e i costi che dovranno essere visibili per le offerte online.

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Le ultime novità in merito ai rimborsi dei biglietti aerei e i costi che dovranno essere visibili per le offerte online.

Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo hanno chiesto alla Commissione Europea di permettere alle compagnie aeree di rilasciare voucher al posto dei rimborsi in denaro.

Intanto la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata su quali costi devono essere indicati in modo chiaro nelle offerte online. Le info in merito.

Voucher al posto dei rimborsi in denaro

I dodici paesi su indicati hanno firmato una lettera chiedendo alla Commissione europea di emendare con urgenza il regolamento europeo sui diritti di passeggeri. Questo per permettere alle compagnie aeree di emettere dei voucher al posto di rimborsi in denaro preservando così il mercato aereo dalla crisi causata dall’emergenza Coronavirus.

La normativa europea prevede che ai passeggeri (su richiesta degli stessi) venga rimborsato in denaro il volo cancellato. Il problema, però, è che le compagnie aeree stanno vivendo una profonda crisi ed hanno grossi problemi di liquidità.

Costi chiari offerte online: le info

Come riporta il Centro Europeo Consumatori Italia, i cittadini hanno il diritto, quando acquistano delle offerte online, di capire fin da subito quale sarà il prezzo finale. Questo perché il viaggiatore all’inizio crede che sta per acquistare una super promozione ma poi si trova a dover sostenere un costo quasi raddoppiato per il volo aereo, per le tasse, la scelta del posto, il bagaglio aggiuntivo e tante altre voci che fanno lievitare, non di poco, la tariffa.

La Corte Europea in merito alle offerte online ha stabilito che per quanto riguarda gli oneri relativi al check-in online (quando c’è almeno un’opzione gratuita di esso) dovranno essere qualificati come un supplemento di prezzo opzionale.

Ciò significa che non dovranno essere indicati per forza nel prezzo iniziale. Qualora, invece, non vi sia possibilità di effettuare check-in gratuito allora gli oneri di codesta operazione dovranno essere considerati come elementi di prezzo inevitabili ed inseriti nell’offerta iniziale.

Per quanto riguarda l’Iva applicata ai supplementi facoltativi per voli nazionali, a differenza di quella applicata alle tariffa, è un supplemento di prezzo opzionale per cui non dovrà comparire per forza nella promozione iniziale.

Infine per la tariffa applicata per il pagamento con la carta di credito diversa da quella prescelta dalla compagnia, l’aumento di prezzo è inevitabile per cui esso dovrà essere inserito nell’offerta iniziale.

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