Bfp serie Q/P: a fronte della richiesta di riscossione, Poste offre somma inferiore rispetto a retro titoli

Il detentore di 8 buoni fruttiferi postali della serie Q/P ha riferito che, a fronte della riscossione, l'intermediario ha offerto una cifra minore rispetto a quella che era riportata dietro ai titoli dei bimestri nel periodo tra il 20°ed il 30° anno.

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Il detentore di 8 buoni fruttiferi postali della serie Q/P ha riferito che, a fronte della riscossione, l'intermediario ha offerto una cifra minore rispetto a quella che era riportata dietro ai titoli dei bimestri nel periodo tra il 20°ed il 30° anno.

Il 30 gennaio 2020 sul sito ufficiale dell’Abf (Arbitro Bancario Finanziario) sono state pubblicate delle decisioni tra cui anche alcune relative a buoni fruttiferi postali. Tra queste segnaliamo quella N. 17063 del 11 luglio 2019 del Collegio di Milano in merito a 8 titoli della serie Q/P per i quali Poste Italiane ha offerto una somma inferiore a quella sul retro di essi.

8 buoni postali della serie Q/P

Il detentore di 8 bfp della serie Q/P ha riferito che, a fronte della loro riscossione, l’intermediario (Poste Italiane) ha offerto una cifra minore rispetto a quella risultante dall’applicazione delle condizioni economiche applicate dietro ai titoli. In particolar modo quella riguardante i bimestri compresi tra il 20°ed il 30° anno. Il rendimento dei titoli, infatti, sarebbe dovuto essere superiore a quanto quantificato dall’intermediario.

L’oggetto della controversia riguarda le condizioni di rimborso del tasso di interesse di 8 bfp a 30 anni emessi nel 1987 e quindi in data posteriore a quella del Decreto Ministeriale del 13 giugno 1986.

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L’analisi della documentazione

Dalla documentazione presentata, si evince che i buoni sono stati emessi su moduli che in origine erano della serie “P” che è stata poi modificata in “Q/P” sul davanti e con l’apposizione dietro di un timbro che si riferisce ai rendimenti della serie “Q/P”. L’indicazione dei tassi è fino al ventesimo anno per cui non risulta esserci alcuna variazione del rendimento tra il 21° ed il 30° anno. In esso infatti resta non modificata la seguente dicitura ” Lire XXX per ogni bimestre maturato fino al 31 dicembre del 30° anno solare successivo a quello di emissione“.

Il Collegio di Milano, quindi, ecco il link della sentenza, ritiene che viste tali evidenze, il cliente era convinto della validità dei tassi di interesse dal ventunesimo al trentesimo anno come venivano riportati sui buoni fruttiferi postali. Questo perché non erano stati modificati con nuovi timbri.

Le conclusioni

In conclusione il Collegio di Milano ritiene che per il periodo compreso tra il ventunesimo ed il trentesimo anno, dato che non vi è stata alcuna modifica dei titoli in merito a tale fascia temporale, la liquidazione dovrà avvenire secondo quanto riportato dietro ai titoli.

Per questo il Collegio dispone che l’intermediario dovrà applicare le condizioni riportate sul retro dei buoni fruttiferi postali per il periodo in oggetto (dal 20° al 30°) oltre agli interessi dalla data del reclamo al saldo.

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