Bfp cointestati: Poste Italiane condannata, ecco il motivo

Ecco le norme sui buoni fruttiferi postali cointestati e perché Poste Italiane è stata condannata.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Ecco le norme sui buoni fruttiferi postali cointestati e perché Poste Italiane è stata condannata.

I buoni fruttiferi postali di Poste Italiane sono un prodotto emesso dalla Cassa Depositi e Prestiti e garantito dallo Stato Italiano. Essi possono essere sottoscritti in ogni Ufficio Postale ubicato in Italia e garantiscono sempre la restituzione della somma che si è investita più gli interessi maturati qualora vengano rispettati i tempi. Ecco le informazioni in merito a quelli cointestati e la sentenza contro Poste Italiane del Tribunale di Verona.

Buoni fruttiferi postali di Poste Italiane: cointestati

I bfp possono essere cointestati a più persone. Questi ultimi, poi, hanno la facoltà di compiere operazioni anche separatamente. Tale norma vale anche per i buoni che sono stati già emessi. I soggetti cointestatari del buono possono essere massimo quattro con facoltà di rimborso disgiunto (c’è anche la possibilità di escludere tale clausola ma ciò deve avvenire all’atto della sottoscrizione). Si ricorda che un buono non può essere cointestato tra un maggiorenne ed un minorenne o tra due minorenni. Quando sul buono cartaceo compare la scritta “CPR”, poi,  ciò significa “con pari facoltà di rimborso”. Vale a dire che ogni intestatario di esso può in maniera autonoma richiedere il rimborso del buono presentando il titolo al momento della richiesta.

Bfp: la condanna a Poste Italiane

I buoni fruttiferi postali cointestati possono essere incassati da uno solo dei cointestatari purché presenti il titolo. Questo è quanto stabilisce il Tribunale di Verona su sollecitazione di un socio dell’Adiconsum. Il Tribunale nel dettaglio ha stabilito che la clausola di pari facoltà di rimborso dà la possibilità a ciascuno degli intestatari del buono di riscuoterlo. Tale vicenda, però, è stata portata in Tribunale. Un ufficio delle Poste veronese, infatti, aveva chiesto che si presenteranno entrambi i titolari del buono per riscuoterlo. La Adiconsum, allora, ha fatto un reclamo a Poste Italiane comunicando che i bfp possono essere incassati anche da una solo cointestatario e poi ha presentato ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Quest’ultimo ha infine confermato il diritto di ogni intestatario a riscuotere il titolo. Nonostante ciò, le Poste hanno emesso un assegno intestato ai due nominativi indicati sul buono. La vicenda è stata poi presentata al Tribunale ed il Giudice Eugenia Tommasi  di Vignano ha dato ragione all’Adiconsum di Verona.

La sentenza sui buoni cointestati

I buoni fruttiferi postali cointestati sono rimborsabili a vista nell’ufficio in cui è avvenuta la sottoscrizione senza che il rimborso sia soggetto ad una specifica modalità di riscossione. Ciò significa che ogni cointestatario, avvalendosi della clausola CPR ovvero di pari facoltà di rimborso, può richiedere all’ufficio postale che gli venga erogato l’intero importo del buono comprensivo degli interessi maturati.  Non ci sarà quindi bisogno della quietanza degli altri aventi diritto.

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Argomenti: Conti e carte, Buoni Fruttiferi Postali