BancoPosta come gestisce l’incasso degli assegni? Trattenendo le somme dei correntisti

Comunicato Stampa ADUC sulla gestione dell'incasso degli assegni da parte di Poste Italiane

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il
Comunicato Stampa ADUC sulla gestione dell'incasso degli assegni da parte di Poste Italiane

Come Bancoposta gestisce l’incasso degli assegni? Perché trattiene le somme dei suoi correntisti? Firenze 11 febbraio 2014. Incassare un assegno bancario versandolo sul proprio conto corrente è un’operazione che potrebbe essere più complicata del previsto. Il fatto che abbiamo potuto verificare, altri sono al vaglio, ha del kafkiano. In breve: il titolare di un conto corrente postale versa un assegno di un proprio debitore sul suo conto. L’ufficio postale annota la scrittura all’incasso ma qualche giorno dopo storna l’assegno perché insoluto. L’assegno, però, non viene mai restituito al creditore. Un anno dopo si verifica la stessa situazione per un altro titolo. Nel frattempo il correntista avvisa il debitore che trasecola. L’ufficio postale dove è stato acceso il conto, davanti alle rimostranze anche scritte del suo cliente, fa spallucce e comunque si chiude nel silenzio senza dare alcun aiuto. Nel frattempo l’istituto bancario del debitore attesta che ha regolato i conti per quell’assegno (l’iniziale insoluto, in entrambi i casi era colpa della P osta, dicono, per errata presentazione del titolo) e che, quindi, le somme sono state trattenute da Poste Italiane per l’accredito sul conto corrente. Risultato: un debitore che ritiene di aver adempiuto e un creditore che non è soddisfatto e che deve sudare sette camicie per far valere i propri diritti, verso chi, manca ancora la certezza assoluta, non si sa. E i soldi? Se è vero che Poste Italiane li ha trattenuti, che cosa sta aspettando per accreditarli? Per risolvere la situazione è necessario un reclamo formale del creditore indirizzato a Bancoposta e, prima di un’eventuale causa se questo istituto tacerà, un tentativo di conciliazione. Nel frattempo i soldi o i titoli (che se insoluti devono essere restituiti al creditore) restano stanziati non si sa dove in attesa di non si sa cosa. Sperando che nella catena di pagamento ci sia stato solo un intoppo anche se, è evidente, non tutti sono stati ligi al dovere. Alessandro Gallucci, legale, consulente Aduc COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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Argomenti: Conti e carte