Bancomat, batosta per i prelievi di contanti: possibile rincaro di costi e tariffe

La richiesta di Bancomat SPA su riforma del sistema di remunerazione del servizio di prelievo contanti. Si attende il pronunciamento dell’Antitrust.

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quanto costa prelevare al bancomat

La società Bancomat SPA, che gestisce gli ATM e che vede la partecipazione di 125 soggetti tra cui Unicredit al 19% e Intesa al 15%, ha messo in campo un progetto di riforma del sistema per la remunerazione del servizio di prelievo dei contanti.

Gli effetti per coloro che utilizzano questo sistema potrebbe consistere fondamentalmente nell’incertezza delle tariffe da pagare e probabilmente in un aumento dei costi. A pronunciarsi su questo progetto dovrà essere l’Antitrust.

Come funziona oggi il sistema di prelievo contanti al Bancomat

La maggior parte degli istituti bancari dà la possibilità di prelievo di contanti al Bancomat o in maniera del tutto gratuita o con tariffe contenute e certe. Per fare alcuni esempi, la commissione eventualmente da pagare si applica soltanto su piccoli importi e in generale è connessa alla cifra che si intende prelevare.

Questo dispositivo, collaudato e soddisfacente per il cliente, potrebbe essere a breve riformato: fino a oggi è stata la banca a decidere contrattualmente gli eventuali costi per i prelievi presso gli ATM, il progetto di riforma prevede che queste tariffe siano decise da Bancomat SPA.

Stangata sui prelievi in contanti? Cosa prevede la riforma del sistema Bancomat

Secondo il progetto di riforma presentato da Bancomat SPA sarà proprio l’istituto proprietario degli ATM a decidere costi e tariffe per il prelievo in contanti. Secondo quanto riportato da IlSole24Ore la motivazione concerne l’efficientamento dei servizi e remunerazioni più chiare per gli utenti. Ma secondo molti osservatori il vero rischio è una stangata per i risparmiatori. Per quale motivo?

Innanzitutto, se dovesse passare questo nuovo sistema, l’utente non avrebbe più la certezza sulle commissioni da pagare per un prelievo, perché non dipenderebbero più dagli istituti bancari ma dalla tipologia di ATM utilizzato.

I costi gli potrebbero essere chiariti soltanto nel momento in cui si appresta a ritirare i contanti.

Ma c’è un altro pericolo. Come sottolinea ancora una volta IlSole24Ore non ci sono ragioni chiare per cui una banca dovrebbe applicare costi più bassi a utenti che non figurano tra i suoi clienti. Insomma, quello che si teme davvero è un rincaro generalizzato delle tariffe.

L’intervento dell’Antitrust su riforma prelievo contanti    

Sulla questione è stato chiamato a pronunciarsi l’Antitrust: non è ancora chiara quale potrà essere la sua posizione e se intende bloccare la riforma. Secondo alcuni osservatori, è difficile che l’Autorità intervenga perché questa riforma rientrerebbe tra quelle che intendono scoraggiare l’utilizzazione di contanti, rendendola sempre meno conveniente.

L’Italia indubbiamente è un paese molto arretrato nell’utilizzazione della moneta elettronica e i pagamenti effettuati in questo modo rappresentano una modalità di tracciamento assai utile in un paese in cui a dominare è l’evasione fiscale. Ciò non toglie che l’aumento dei costi per il prelievo di contanti al Bancomat non sia la soluzione al problema.

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