Banche: niente prestiti ai giovani, ma in futuro li supplicheranno di essere clienti

Le banche snobbano i giovani di oggi, ma in futuro pagheranno molto caro questo atteggiamento. Ecco cosa rischiano e perché.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le banche snobbano i giovani di oggi, ma in futuro pagheranno molto caro questo atteggiamento. Ecco cosa rischiano e perché.

La crisi delle banche italiane ha acceso ultimamente i fari sul loro business model e sta emergendo che diversi istituti pagano nel nostro paese l’avere puntato fino ad oggi su un capitalismo relazionale, per cui i soldi sono stati prestati essenzialmente agli amici, i quali si sono rivelati poco o per nulla affidabili al primo accenno di crisi, come segnala il boom dei crediti sofferenti.

Che le banche prestino denaro a chi ce l’abbia è un fatto piuttosto riconosciuto un po’ ovunque, persino in America, dove eppure il credito è tradizionalmente di manica ben più larga che da noi. E poiché ad avere i soldi sono i clienti di età più avanzata, il risultato di questo ragionamento è che le banche si starebbero concentrando troppo sugli anziani, trascurando la clientela più giovane, quella che dovrebbe rappresentare il loro futuro.

Prestiti giovani, banche li snobbano

Si dirà che è sempre stato così, ma oggi esistono due differenze rispetto al passato. Per prima cosa, i giovani tendono ad essere più squattrinati di quelli di qualche decennio fa, a causa del cambiamento del mercato del lavoro e della fine dell’accumulazione di ricchezza in favore delle nuove generazioni da parte dei genitori. Secondariamente, oggi esiste internet, un fatto che sta avendo e che sempre più avrà effetti dirompenti sul rapporto con la banca.

Quante volte abbiamo sentito dire in questi mesi che le banche italiane sarebbero poco digitalizzate e presentano costi eccessivi, continuando a puntare troppo sugli sportelli e possedendone una quantità insostenibile lungo tutto il territorio nazionale? Ebbene, chi investe poco nell’home banking rischia realmente di essere spazzato via nei prossimi decenni, non importa quali dimensioni oggi abbia.

 

 

 

 

Ci saranno nuove banche online?

Una ricerca di Viacom ha trovato che 3 “millenials” americani su 4 preferirebbero affidare i loro soldi a Google o Paypal, piuttosto che a una banca tradizionale. Per “millenials” s’intendono i ragazzi nati nel nuovo Millennio. Ora, il sondaggio riguarda l’America, ma confidiamo che i risultati non sarebbero molto dissimili in Europa.

Che cosa significa? Che esiste un’offerta potenziale di risparmio delle nuove generazioni in favore di canali alternativi al circuito bancario. Se questa tendenza si trasformerà solidamente in realtà, significa che le grandi banche planetarie del futuro potrebbero davvero chiamarsi Paypal, Google o una delle app controllate dai giganti del web.

Più le distanze tra banche tradizionali e giovani aumentano, maggiore è il rischio per le prime di trovarsi senza clienti in futuro sia all’atto della raccolta del risparmio, sia quando vorranno impiegare la loro liquidità. Certo, sarebbe una pena del contrappasso quasi da punizione divina per chi ha finora snobbato coloro, che non rientrano all’interno di quel complesso di relazioni consolidate costruite nei decenni. Volete vedere che un giorno saranno le banche a venirti a casa per prestarti denaro?

 

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Argomenti: News Risparmio, Risparmio, Prestiti

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