Banche, indennizzi obbligazionisti più facili: ecco i nuovi criteri

Decreto banche, indennizzi automatici più facili per gli obbligazionisti subordinati. Vediamo le novità.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Decreto banche, indennizzi automatici più facili per gli obbligazionisti subordinati. Vediamo le novità.

Cambiano i criteri per gli indennizzi automatici agli obbligazionisti subordinati di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti, contenuti nel Decreto banche del 29 aprile scorso, in conseguenza delle modifiche apportate dalla Commissione Finanze del Senato e approvate dall’Aula con il voto di fiducia. Per essere convertito in legge, adesso il decreto dovrà passare al vaglio della Camera. Obiettivo del governo, l’ampliamento della platea dei risparmiatori con diritto di richiedere i rimborsi automatici dell’80% dei bond azzerati con il salvataggio pubblico del novembre scorso.

Sono 10.559 gli interessati. Già ad aprile era stato fissato un criterio economico-patrimoniale per discernere tra quanti potranno accedere direttamente agli indennizzi e quanti, invece, dovranno passare per l’arbitrato. I primi non dovranno possedere un patrimonio superiore ai 100.000 euro o un reddito lordo oltre i 35.000 euro.

Reddito complessivo, non più lordo

Ed è proprio su quest’ultimo punto che si è intervenuti, prevedendosi che il reddito-limite dei 35.000 euro sia quello “complessivo”, non già quello lordo. La differenza sta nel fatto che nel primo non sono inclusi quei redditi esenti dal pagamento dell’Irpef, come i proventi di natura finanziaria, il Tfr e gli arretrati dello stipendio.

Dunque, la platea degli obbligazionisti con il diritto agli indennizzi automatici dovrebbe aumentare, considerando anche che i contribuenti che dichiarino redditi Irpef oltre 35.000 euro siano poco più dell’11% del totale. E ancora: il reddito complessivo di riferimento sarà quello del 2014 e non del 2015. Anche per questa via, s’intende accrescere gli indennizzi automatici.

 

 

 

 

Novità anche su patto marciano

Altro elemento, che va nella direzione di ampliare le tutele, stavolta in favore dei mutuatari, riguarda il cosiddetto patto marciano. Con il decreto di aprile, basterebbe il mancato pagamento di tre rate, anche non consecutive, per fare scattare dopo 9 mesi l’inadempienza contrattuale. Adesso, è stata aggiunta una postilla: per i mutuatari, che abbiano già rimborsato almeno l’85% del finanziamento ricevuto, l’inadempienza scatta dopo 12 mesi, dunque, avranno 3 mesi di tempo in più.

E, infine, gli obbligazionisti subordinati avranno 6 mesi di tempo e non più quattro dalla data di conversione in legge del decreto per fare richiesta di erogazione degli indennizzi. Non sarà necessaria la presentazione alla banca di liquidazione della copia di richiesta del pagamento.

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Argomenti: Investimento, Mutui e Prestiti, News Risparmio, Investimenti

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