Banche fallite, rimborsi automatici limitati: ecco i requisiti per ottenerli

Decreto legge per i rimborsi degli obbligazionisti subordinate delle quattro banche salvate a novembre. Ecco i requisiti per accedervi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Decreto legge per i rimborsi degli obbligazionisti subordinate delle quattro banche salvate a novembre. Ecco i requisiti per accedervi.

Il Consiglio dei ministri ha finalmente esitato il decreto legge, che fissa le condizioni per ottenere i rimborsi automatici delle obbligazioni subordinate azzerate nel novembre scorso, a seguito del salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti e Carife. La platea interessata è di oltre 10.000 piccoli investitori, in possesso complessivamente di quasi mezzo miliardo di titoli. Il rimborso automatico spetterà a coloro, il cui reddito annuo lordo risulti non superiore a 35.000 euro, oppure a quanti, pur in possesso di un reddito lordo annuo superiore a tale soglia, posseggano un patrimonio mobiliare non superiore a 100.000 euro. Questi soggetti avranno diritto al rimborso dell’80% della cifra investita, al netto delle spese e della differenza tra il rendimento delle obbligazioni subordinate e quello di un titolo di stato italiano con durata equivalente. Il forfait sarà ridotto, nel caso il primo risultasse superiore al secondo. Attenzione: perché il rimborso sia possibile è necessario che l’acquisto del bond sia avvenuto prima del 12 giugno del 2014, data in cui la Gazzetta Ufficiale pubblicò la direttiva europea sul “bail-in”, la nuova disciplina sui salvataggi, che coinvolge gli investitori privati fino all’8% del totale dei passivi, nel caso in cui l’istituto mostri problemi di insolvenza.

Per gli altri resta l’arbitrato, decreto apparentemente incostituzionale

L’80% forfetario rimborsato automaticamente agli obbligazionisti non è un limite massimo, bensì una soglia assicurata a tutti i possessori di almeno una delle condizioni reddituali-patrimoniali sopra indicate. Coloro, che sono sprovvisti di tali requisiti potranno rivolgersi all’arbitrato presso l’Anac e chiedere di essere risarciti, dimostrando di essere stati truffati dalla banca. Avvertiamo che non sarà semplice l’esibizione della prova, trattandosi di un contratto sottoscritto dalle parti liberamente. Le associazioni dei consumatori sono sul piede di guerra, anche perché il testo del decreto mostra più di un profilo di legittimità costituzionale dubbia. Come si può prevedere per legge, infatti, che siano stati truffati solo i risparmiatori con un reddito medio-basso? Per quale motivo, i possessori di reddito o di un patrimonio oltre le soglie indicate dal governo si presume che non siano stati truffati? In altre parole, se truffa ci sarebbe stata, essa è avvenuta ai danni dell’investitore, indipendentemente dal suo reddito o dalla consistenza del suo patrimonio. Pertanto, state certi che non è finita qui e che vi saranno ricorsi contro il decreto con colpi di scena non improbabili.

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