Banche fallite, obbligazionisti subordinati sono stati cavie del bail-in

Governo Renzi paradossale sui risparmiatori delle banche: cerca di salvare quelli di MPS sotto il bail-in e nessun riguardo verso quelli di novembre, che potevano essere risparmiati. Perché?

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Governo Renzi paradossale sui risparmiatori delle banche: cerca di salvare quelli di MPS sotto il bail-in e nessun riguardo verso quelli di novembre, che potevano essere risparmiati. Perché?

C’è un qualcosa di paradossale nella infinita vicenda della crisi delle banche, esplosa ufficialmente in Italia con il salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e CariChieti nel novembre scorso. E’ accaduto, che per evitare che si arrivasse al nuovo anno, quando sarebbero scattate le nuove regole sul bail-in, il governo Renzi, d’intesa con la Banca d’Italia, abbia deciso di correre in soccorso dei quattro istituti con l’emanazione dell’ormai decreto “salva banche”.

In seguito a tale operazione, è stata istituita una “bad bank”, alla quale sono stati appioppati i crediti in sofferenza dei quattro istituti al prezzo di appena il 17,5% del loro valore originale, mentre le azioni venivano azzerate e le obbligazioni subordinate convertite in azioni, quindi, sostanzialmente azzerate anch’esse.

A seguito delle proteste di circa 10.000 piccoli investitori, molti dei quali ignari dei rischi corsi con l’acquisto di tali bond, il governo ha di recente istituito un fondo per rimborsare automaticamente l’80% delle perdite a quanti nel 2014 possedevano un reddito Irpef non superiore ai 35.000 euro o un patrimonio mobiliare non superiore ai 100.000. Per gli altri, il rimborso non sarà automatico, ma bisognerà ricorrere all’arbitrato.

Obbligazionisti MPS superiori a quelli di novembre?

Eppure, per evitare che sotto la nuova disciplina sui salvataggi, gli obbligazionisti subordinati di MPS facciano la stessa fine, il governo sta negoziando con l’Europa i termini di una sospensione del bail-in, mentre si è mosso dietro le quinte per orchestrare un’operazione privata, che dovrebbe mettere in sicurezza Siena.

Perché parliamo di paradosso? Per due ragioni essenziali: in primis, perché sono stati espropriati gli obbligazionisti subordinati delle quattro banche salvate a novembre, quando in vigore vi era la vecchia disciplina, quella che consentiva eventuali interventi pubblici in favore delle banche e dei suoi investitori; secondariamente, perché si ha prova che le sofferenze di tali istituti fossero mediamente coperte da garanzie immobiliari più di quanto non lo siano oggi quelle di MPS (56,6% contro 44%).

 

 

 

Paradosso banche: bail-in applicato parzialmente quando non c’era

In altre parole, è stato applicato il bail-in a chi ancora poteva essere aiutato sotto la vecchia disciplina, mentre si chiede alla UE una deroga alle nuove regole sui salvataggi bancari oggi, al fine di risparmiare i quasi 60.000 obbligazionisti subordinati del retail di MPS.

Che questi ultimi siano politicamente più rilevanti di quelli delle quattro banche minori? Così sembra, ma in effetti è il numero che fa la forza. Dopo il caos inatteso, che è emerso con un bail-out ai danni di 10.000 persone, si temono effetti esponenzialmente più gravi, se ad essere colpiti saranno stavolta 6 volte tanti. L’amara constatazione è che i risparmiatori colpiti nel novembre scorso e che ad oggi aspettano di venire risarciti del danno subito sono state cavie involontarie e improvvisate di un esecutivo, che negli ultimi 9 mesi ne ha combinate sulle banche una dietro l’altra.

 

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti