Bail-in, quali creditori delle banche a rischio con la revisione europea?

Bail-in verso una revisione europea. I creditori dovrebbero tendenzialmente godere di un pari trattamento in tutta la UE, ma alcune categorie potrebbero rischiare in Italia rispetto alla situazionale attuale.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Bail-in verso una revisione europea. I creditori dovrebbero tendenzialmente godere di un pari trattamento in tutta la UE, ma alcune categorie potrebbero rischiare in Italia rispetto alla situazionale attuale.

La Commissione europea sta discutendo formalmente le modalità di revisione del “bail-in”, la nuova disciplina sui salvataggi bancari in Europa, con l’obiettivo di giungere a una legislazione armonizzata, evitando le distorsioni potenziali ravvisabili dal diverso modo con cui i parlamenti nazionali hanno recepito i contenuti della direttiva Brrd.

L’Italia mette sul piatto l’ipotesi di una fase di transizione, che porti all’entrata a regime della nuova disciplina in un arco di tempo più lungo, così come si batte per evitare che il “bail-in” possa applicarsi anche ai bond bancari già emessi e che, quindi, diventi retroattivo.

Riforma bail-in

E’ improbabile che si vada verso una sospensione della nuova disciplina e che i titoli già emessi siano esclusi da essa, mentre più concreta è la possibilità che si unifichino le diverse previsioni, concedendo la stessa gerarchia tra i creditori, senza differenze tra i vari stati.

Prima di affrontare gli effetti dei possibili mutamenti della revisione in corso, ricordiamo che in Italia è stato deciso che, a far data dall’1 gennaio scorso, in caso di insolvenza, le banche carichino le perdite per non meno dell’8% dei passivi nell’ordine su: azionisti, obbligazionisti subordinati, obbligazionisti senior e, infine, sui conti correnti superiori ai 100.000 euro e relativamente solo alla somma eccedente tale limite.

 

 

 

Obbligazioni bancarie ordinarie nel mirino?

Ora, la Germania starebbe valutando l’ipotesi di ottenere una via più facile per imporre le perdite sulle obbligazioni ordinarie. Il diverso trattamento delle varie categorie di creditori, garantiti in maniera diversa a seconda del paese, porta oggi un rischio di distorsione del mercato del risparmio e degli investimenti tra i vari paesi europei. Se un obbligazionista ordinario, ad esempio, è maggiormente garantito nel paese X, è evidente che tenderà a investire di più in esso, a discapito degli altri. E così dicendo.

Una razionalizzazione legislativa tra i diversi stati membri è auspicabile, ma il rischio è che mutino le gerarchie tra i creditori, rispetto alla situazione odierna in Italia, generando confusione e anche preoccupazioni tra coloro, che verrebbero svantaggiati.

E’ evidente che a rischiare di più siano proprio gli obbligazionisti senior, che oggi vedrebbero azzerati i bond in loro possesso solo dopo gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati, ma che potrebbero assistere a una parificazione con questi ultimi. Non è, invece, in dubbio la garanzia sui depositi fino a 100.000 euro. Anzi, potrebbe anche essere ampliata quella sui conti bancari, magari elevando la soglia minima, oltre la quale scatterebbe il bail-in. Su questo, però, è in corso un dibattito piuttosto serrato sulla cosiddetta garanzia unica sui depositi.

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