Azioni di risparmio, la sicurezza al primo posto per i piccoli investitori

Le azioni di risparmio potrebbero rappresentare la soluzione ideale per il piccolo investitore. Ecco quali caratteristiche presentano.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le azioni di risparmio potrebbero rappresentare la soluzione ideale per il piccolo investitore. Ecco quali caratteristiche presentano.

Il mercato azionario è da sempre più allettante rispetto a quello a reddito fisso o obbligazionario, offrendo un ritorno potenziale maggiore, ma a fronte di un rischio più elevato. I piccoli investitori trovano spesso disagio a buttarsi in questo segmento, perché una seduta storta potrebbe mandare in fumo i risparmi di una vita. Una soluzione per loro più appropriata potrebbe consistere nell’acquisto di una particolare categoria di azioni, quelle cosiddette “di risparmio”. Non si tratta di una novità degli ultimi tempi, essendo stati normati sin dal 1974 in Italia, potenziati nei diritti con il Testo Unico sulla Finanza (T.U.F.) del 1998. Si tratta di titoli, che assegnano ai possessori particolari privilegi patrimoniali, ma in cambio alla rinuncia del diritto di voto in assemblea.

Dividendo azioni risparmio assicurato

In pratica, gli azionisti di risparmio possono generalmente attingere a un dividendo minimo prefissato e indipendente dal risultato conseguito dalla società, ma non possono votare in assemblea, contrariamente a quanto accade per i titolari delle azioni ordinarie. E derogando alla disciplina generale, le azioni di risparmio non sono necessariamente nominative, per cui possono essere al portatore. A causa di queste peculiarità, esse mostrano un rendimento più elevato di quello generalmente offerto dalle azioni ordinarie, sia perché il dividendo distribuito per ciascuno di questi titoli è spesso superiore, sia anche perché si tratta di azioni dal prezzo inferiore rispetto a quello delle ordinarie.      

Niente diritto di voto in assemblea

La differenza di prezzo tra le due categorie azionarie è anche considerata un premio per il diritto di voto o finanche per esercitare il controllo in assemblea. Infatti, se un’azione ordinaria vale 10 e un’azione di risparmio viene emessa a 7, ciò implica che il diritto di voto sarebbe prezzato dall’emittente e dal mercato pari a 3 (10 – 7). Il capitale emesso in forma di azioni di risparmio non viene conteggiato per fissare il quorum alle assemblee degli azionisti. Questi titoli possono essere emessi in sede di aumento di capitale o di costituzione della società. Gli azionisti di risparmio si riuniscono in un’assemblea specifica, avendo il diritto di nomina e di revoca di un loro rappresentare e di approvare o respingere qualsiasi modifica ai loro diritti.

Rendimento certo, buona soluzione per investire

Perché queste azioni possono risultare appetibili al piccolo investitore? Perché esso non mira quasi mai all’esercizio del diritto di voto in assemblea, il quale sarebbe del tutto ininfluente, singolarmente considerato. Chi acquista una frazione infinitesimale del capitale azionario di una società quotata punta semmai a incassare un risultato economico, in forma sia di plusvalenza realizzata con la rivendita delle azioni a un prezzo più alto di quello di acquisto, sia all’ottenimento di un dividendo. Quest’ultimo è aleatorio, perché la sua distribuzione dipende dai risultati societari. Essendo agli azionisti di risparmio assicurati alcuni privilegi patrimoniali, come una cedola minima annuale, potrebbe risultare un ottimo investimento per ottenere un rendimento certo, pur entrando in un mercato incerto per definizione.  

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti

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