Aumento imposta di bollo sui conti deposito del 50% dal 1 gennaio 2013

Continua il salasso delle tasse imposte dal governo Monti: questa volta con l'aumento dell'imposta di bollo sui prodotti bancari si rimuove anche il tetto massimo d'imposta fino ad ora fissato a 1200 euro.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Continua il salasso delle tasse imposte dal governo Monti: questa volta con l'aumento dell'imposta di bollo sui prodotti bancari si rimuove anche il tetto massimo d'imposta fino ad ora fissato a 1200 euro.
 Non c’è il tempo di assimilare una tassa, che subito il governo tecnico te ne rifila un’altra. E così, a partire dall’1 gennaio 2013, l’imposta di bollo sui conti deposito, sui conti corrente e  sui buoni postali aumenterà dallo 0,1% allo 0,15% della somma depositata. Una crescita della tassazione del 50%, partendo da un’imposizione minima annua di 34,20 euro e rimuovendo il tetto massimo di 1.200 euro oggi previsto.
Si pensi che fino alla fine del 2011 si pagava solo 1,81 euro per ogni comunicazione della banca alla clientela, con l’istituto che nella maggior parte dei casi si accollava l’onere, in modo da fare bella immagine di sé nella documentazione inviata al cliente. Ciò, grazie al fatto che il conto deposito veniva qualificato quale contratto di deposito a risparmio, nella forma più comunemente diffusa.
Già la manovra dell’agosto 2011 di Tremonti aveva modificato la vecchia disciplina, trasformando l’imposta da fissa a proporzionale, in diminuzione al crescere della somma depositata. Venivano esclusi ancora i conti deposito e i conti correnti.
Poi, la manovra di dicembre del governo Monti rimise mano alla materia, applicando l’imposta di bollo su tutti gli strumenti finanziari, compresi conti correnti e conti deposito, con solo alcune esenzioni, sulla base delle somme depositate. Infatti, ad oggi sono esclusi dalla tassazione solo i conti correnti aperti presso banche o posta, il cui saldo medio nell’anno è inferiore a 5 mila euro. Al di sopra di tale somma, il bollo minimo è di 34,20 euro all’anno, mentre il massimo è fissato in 1.200 euro.
Riepilogando, ecco quale situazione si trovano e si troveranno ad affrontare gli italiani oggi e dall’anno prossimo in poi:
– su conti deposito, polizze e conti titoli si paga lo 0,1% della somma depositata per il 2012 e lo 0,15% dall’1 gennaio 2013. L’imposta di bollo minima è di 34,20 euro e massima di 1.200 euro;
– su conti correnti bancari, postali e su libretti postali si paga imposta fissa di 34,20 euro per le giacenze medie annue superiori a 5 mila euro;
– su buoni postali dematerializzati si paga lo 0,1% nel 2012 e lo 0,15% dall’1 gennaio 2013 dei buoni con la stessa intestazione, purché superiori ai 5 mila euro e, comunque, l’imposta minima è di 34,20 euro;
– su buoni postali cartacei si paga lo 0,1% nel 2012 e lo 0,15% dall’1 gennaio 2013, con imposta minima di 1,81 euro per buono e senza esenzione per gli importi inferiori ai 5 mila euro.
La riforma della disciplina ha modificato già nei mesi scorsi le condizioni contrattuali tra cliente e banca sui conti deposito, tanto che alcuni istituti, come Mediolanum e Che Banca! hanno proceduto a inviare comunicazione ai propri clienti, in cui li si informava che non vi era più la disponibilità dell’istituto ad accollarsi il pagamento del bollo. Pertanto, l’unica possibilità ad oggi per vedersi applicato il vecchio contratto è di esercitare la clausola di rescissione entro i 60 giorni dall’avvenuta comunicazione.
Ancora una volta, dunque, i tecnici si accaniscono con il risparmio degli italiani e tra Tobin Tax e imposte di bollo in aumento non resta forse che conservare i pochi spiccioli delle famiglie sotto il materasso. A tanta modernità ci stanno spingendo gli “euro-riformatori”!

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Argomenti: Conti e carte

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