Assicurazioni casa: quella polizza da 75 euro, che ci cambierebbe la vita

Le assicurazioni per la casa in Italia sono poco diffuse, eppure potrebbero farci risparmiare vite umane e costi. Ecco i dati eloquenti dell'Ania e il confronto con l'Europa.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Le assicurazioni per la casa in Italia sono poco diffuse, eppure potrebbero farci risparmiare vite umane e costi. Ecco i dati eloquenti dell'Ania e il confronto con l'Europa.

Gli italiani sembrano allergici ad assicurarsi contro i rischi, casa in testa. A dirlo è l’Ania, l’Associazione nazionale delle compagnie assicurative, che stima allo 0,9% il rapporto tra premi versati e il pil. Nulla, rispetto all’8% dell’Olanda, ma siamo molto al di sotto anche al 2,5% della Germania, al 2,1% del Regno Unito e al 2% della Spagna. Il calcolo è stato effettuato, scomputando il monte-premi versato per l’Rc auto. (Leggi anche: Polizza Rc Auto meno cara)

In media, così un italiano paga per assicurarsi contro i rischi non stradali 83 euro all’anno, molto meno dei 161 euro in Europa, anche se sul risultato complessivo incidono gli oltre 260 euro del Regno Unito e i 214 della Germania. Meno di noi pagano solo Portogallo (72 euro) e Grecia (42 euro).

Assicurazioni casa molto poco diffuse in Italia

Solo l’1% delle abitazioni risulta coperta contro il rischio di una catastrofe naturale, mentre il 45% ha una qualche forma di copertura (contro furti, incendi, etc.). Eppure, il 65% delle case in Italia è soggetta a rischi idrogeologici, ma sembra come se gli italiani ignorassero tale dato.

Sempre secondo l’Ania, assicurarsi contro le calamità naturali, come il terribile terremoto che ha colpito il Centro Italia la settimana scorsa, costerebbe mediamente 75 euro all’anno per ciascuna abitazione, con punte di 91 euro al Centro e un minimo di 67 euro in media al Nord.

 

 

 

Polizza case più bassa dei costi di ricostruzione

Un altro studio, stavolta di Mediobanca, ha trovato che dal 1968 al 2014, l’Italia ha speso nella ricostruzione dopo i numerosi disastri naturali qualcosa come 122 miliardi di euro, pari a circa 3 miliardi all’anno. Spalmando tale costo su 30 milioni di abitazioni di proprietà, troviamo che ciascuna famiglia ha contribuito mediamente per 100 euro all’anno, una cifra superiore alla polizza media ipotizzata dall’Ania per ripararsi dai rischi di catastrofi naturali.

Non solo si risparmierebbero quattrini pubblici, se ciascuno si addossasse il costo dell’assicurazione contro i danni provocati da eventi idrogeologici, ma una cosa è dipendere dal “buon cuore” del governo di turno per sperare di riavere casa, un’altra è esigere dalla compagnia assicurativa quello che sarebbe, nel caso di disgrazia, un diritto.

Vera prevenzione sarebbe con criteri privatistici

E che dire del fatto che un sistema di assicurazione del tutto privatistico costringerebbe tutte le famiglie a mettere in sicurezza le proprie abitazioni, le quali altrimenti non verrebbero coperte dalla polizza di alcuna compagnia? Si risparmierebbero forse persino vittime.

Una cosa appare certa: scartando l’ipotesi di un’assicurazione obbligatoria come per le auto, si potrebbero incentivare le famiglie a coprire le abitazioni dai rischi, attraverso una politica sapiente di incentivi fiscali. Pensate che in Giappone, dove le case sono costruite con criteri anti-sismici invidiabili per il resto del mondo, il 40% delle abitazioni risultano coperte. Più che mirabolanti annunci di piani di prevenzione, che saranno cestinati tra qualche settimana, una volta finita l’ondata emotiva di questi giorni, la politica dovrebbe finalmente prendere il toro per le corna. Ma state ben certi che non sarà così, come non lo è stato nei decenni precedenti.

 

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Argomenti: Per la casa, News Risparmio, Curiosità