Assegni senza clausola di trasferibilità: potrebbero esserci dei ritocchi alle sanzioni

Assegni senza clausola di trasferibilità: Il Ministero dell'Economia starebbe pensando a dei ritocchi alle sanzioni.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Assegni senza clausola di trasferibilità: Il Ministero dell'Economia starebbe pensando a dei ritocchi alle sanzioni.

Il Ministero dell’Economia ha preso in considerazione l’idea di ritoccare le sanzioni per gli assegni sui quali non figura la clausola di “NON TRASFERIBILITA’” che è diventata obbligatoria dalla scorso luglio 2017.

Ritocchi alle sanzioni su assegni senza clausola trasferibilità

Il Ministero ha sottolineato che le sanzioni per gli assegni privi della clausola di non trasferibilità possono colpire anche cittadini in buona fede e proprio per questo si è deciso di accogliere un parere parlamentare e cercare di porvi rimedio.

In più l’indagine condotta dal Mef ha evidenziato che nessuna sanzione è stata erogata per gli assegni non recanti la clausola di non trasferibilità. Gli assegni contestati, secondo l’indagine, sono stati 1692 e gli incolpati in 107 casi hanno scelto l’oblazione ovvero di pagare anticipatamente la sanzione. Tale procedimento mentre prima partiva dal 2% del controvalore dell’assegno ora ha una cifra fissa di 6.000 euro ovvero il doppio del minimo della sanzione.

Ricordiamo che gli assegni che non devono riportare la clausola di non trasferibilità sono quelli di importo inferiore ai mille euro mentre quelli da tale cifra in su sono obbligati a presentarla. Qualora qualcuno si ritrovi dei vecchi assegni senza la dicitura su comunicata potrà inserirla di proprio pugno anche perché adesso le Banche non stampano più carnet di assegni senza tale scritta. Dal 4 luglio 2017 le sanzioni per gli assegni senza clausola di trasferibilità, infatti, sono aumentate e vanno dai 3.000 ai 50.000 euro per importi trasferiti da minimo 1.000 euro a massimo 250.000 mila euro.

Ricordiamo infine che l’assegno privo della clausola di non trasferibilità si può assimilare ad un titolo al portatore e quindi si può equiparare al denaro contante con le relative limitazioni per contrasto del riciclaggio. Quando viene apposto su di esso il nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità, invece, vi è piena tracciabilità della transazione.

Altre regole da tenere in considerazione

Il libretto al portatore, secondo la nuova Legge, dovrà essere estinto entro il 31 dicembre 2018. Chi ne possiede uno dovrà estinguerlo oppure trasferire il denaro sul proprio conto corrente o anche richiedere che esso venga convertito in libretto nominativo o in contanti. La pena pecuniaria per chi non rispetterà tale regola andrà dai 250 ai 500 euro.

Inoltre le nuove regole stabiliscono che non potrà esserci trasferimento di denaro tra privati per importi superiori ai 3.000 euro senza avvalersi di un soggetto autorizzato come le Banche. La pena pecuniaria in caso di sanzione andrà dai 3.000 ai 50.000 euro. Infine non saranno più accettati libretti o conti in forma anonima o con intestazione fittizia anche se prodotti all’estero. La pena pecuniaria in caso di incuria andrà dal 10 al 40% del saldo di esso.

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Argomenti: Conti e carte, Conto corrente

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