Arbitro bancario finanziario: come fare ricorso contro le banche

Aumentano i reclami all'Arbitro Bancario Finanziario. Tutto quello che c'è da sapere per fare un ricorso bancario

di Redazione Finanza Personale, pubblicato il

In conclusione dello scorso anno, i reclami proposti all’Arbitro bancario e finanziario sarebbero stati 3.400. Un numero certamente non irrilevante, che tuttavia non appare efficacemente paragonabile agli oltre 5 mila reclami che sono già stati inoltrati alla stessa Autorità nel corso dei soli primi cinque mesi del nuovo anno.

Arbitro bancario finanziario Banca d’Italia

A rendere pubblici i dati di cui sopra è stata, negli scorsi giorni la Banca d’Italia che, se da una parte commenta positivamente i dati sulle attività dell’Arbitro bancario e finanziario, dall’altra parte non potrà che dispiacersi per il boom degli stessi ricorsi.

Reclami bancari

Per quanto riguarda i principali istituti “incriminati”, se 8 reclami su 10 interessano le banche, oltre l’11% delle lagnanze riguarda invece le Poste italiane, che in questa pur poco invidiabile classifica sembrano essersi ritagliate una fetta indiscutibile. Altri dati statistici fanno riferimento alla natura del soggetto richiedente, che nella maggior parte dei casi è un consumatore (persona fisica, 75,8%), mentre meno di un reclamo su quattro appartiene al segmento imprese. Per quanto concerne invece l’oggetto del reclamo, a farla da padrone sono le clausole contrattuali sul conto corrente, che hanno assorbito oltre il 21% delle lamentele. Si difendono piuttosto bene i mutui, con il 16% del totale dei reclami, e anche gli strumenti transazionali come le carte di debito, di credito e i bancomat (oltre l’8% dei casi). Sul fronte territoriale, sembra molto più attivo il Settentrione d’Italia, che ha avanzato 1.496 reclami, contro i 1.182 del Centro e i soli 731 del Meridione.

Arbitro bancario finanziario competenza

Ricordiamo in proposito che l’Arbitro bancario finanziario è un sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie (poiché è alternativo rispetto al ricorso al giudice), e riguarda le sole operazioni e i servizi bancari e finanziari. L’Arbitro nasce per porsi come soggetto indipendente e imparziale rispetto alle banche e ai ricorrenti, con l’obiettivo di contribuire a una celere risoluzione delle controversie che riguardano importi non superiori ai 100 mila euro (se il cliente chiede una somma di denaro), o senza limiti di importo (se invece il cliente chiede solo accertamenti di diritti, obblighi e facoltà.

Come fare ricorso Arbitro Bancario Finanziario

Il ricorso all’Arbitro è effettuabile solo successivamente al reclamo all’intermediario bancario e finanziario. Il reclamo dovrà avere una risposta entro 30 giorni dalla sua presentazione; nel caso in cui il cliente non riceva alcuna risposta, o se non è soddisfatto della risposta, il cliente può quindi proporre ricorso all’Arbitro, a patto che dal momento del reclamo all’intermediario non siano trascorsi più di 12 mesi. Attenzione, però: il ricorso all’Arbitro bancario finanziario non è gratuito. Prima della presentazione del ricorso è infatti necessario versare 20 euro a titolo di contributo per le spese della procedura. Il versamento è effettuabile presso le filiali della Banca d’Italia, sul conto corrente postale n. 98025661 intestato alla Banca d’Italia – Segreteria tecnica dell’Arbitro Bancario Finanziario, o sul conto corrente bancario intestato come sopra, con il seguente IBAN: IT71M0100003205000000000904, indicando, tra gli altri, codice fiscale e partita IVA del cliente cui è riferibile il ricorso.

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Argomenti: Conti e carte