Bond spazzatura non tutti uguali: angeli caduti doppiamente redditizi

Angeli caduti dalla performance migliore dei bond emessi già da emittenti speculativi. Ecco qualche dato e le ragioni di un andamento nettamente migliore.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Angeli caduti dalla performance migliore dei bond emessi già da emittenti speculativi. Ecco qualche dato e le ragioni di un andamento nettamente migliore.

In un precedente articolo, vi abbiamo spiegato cosa siano gli “angeli caduti”, ovvero i bond declassati a “junk” o “spazzatura”, il cui rating scende, quindi, al di sotto di “BBB-“. Queste obbligazioni, pur essendo del segmento “high yield”, presentano la peculiarità di essere state collocate sul mercato, quando l’emittente era ancora “investment grade”, quindi, considerato abbastanza affidabile e meritorio di credito.

Bank of America Merrill Lynch monitora gli “angeli caduti” con un apposito indice, il quale confrontato con quello di Morningstar sui bond “high yield” ci offre una rappresentazione abbastanza chiara del loro andamento negli anni. In 9 degli ultimi 12 anni, la performance dei primi è stata superiore a quella dei secondi. Questo, nonostante la loro durata media sia di un anno più alta di quella dei bond ad alto rendimento, in generale: 5,7 contro 4,7 anni.

Default bond high yield maggiore che tra angeli caduti

Negli ultimi 5 anni, solo nel 2011 hanno fatto meglio gli “high yield”, ma di una differenza quasi impercettibile. Per il resto, quest’anno gli “angeli caduti” hanno reso il 13%. Alla base di tale successo è probabile che influisca la maggiore percentuale di titoli con rating BB, che tra i bond emessi già da emittenti speculativi è di appena il 40%, mentre tra i neo-bocciati sale ad oltre l’80%.

Mediamente, il tasso di default tra gli angeli caduti è stato del 3,5% negli ultimi 30 anni, meno del 4,5% tra i bond emessi già da emittenti speculativi. E guardando all’andamento degli uni e degli altri dal 2004 ad oggi, non esiste alcun dubbio sulla loro performance: +197% contro +95%. Che forse alla base di tale divergenza non vi sia anche la speranza degli investitori di un ritorno dei caduti nel paradiso obbligazionario?

 

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Argomenti: Investimento, News Risparmio, Investimenti