L’anatocismo non è sparito, il decreto l’ha di fatto legalizzato

L'anatocismo non scompare, ma anzi viene legittimato con la previsione di una normativa forse persino più favorevole di quella odierna per le banche.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'anatocismo non scompare, ma anzi viene legittimato con la previsione di una normativa forse persino più favorevole di quella odierna per le banche.

Era stato accolto con un giubilo da parte dei clienti, l’emendamento Boccadutri (PD) al Dl Banche, che avrebbe dovuto eliminare l’anatocismo. Almeno questa era stata l’interpretazione iniziale della nuova normativa, appena esitata in via definitiva al Senato. Il decreto, tra l’altro, prevede, infatti, il divieto per le banche di fare maturare gli interessi sugli interessi con una frequenza inferiore all’anno; che gli interessi non possano produrre altri interessi; che siano conteggiati al 31 dicembre ed esigibili dal marzo dell’anno successivo. Dunque, sembrava proprio la fine dell’anatocismo. Peccato, che il diavolo si nasconde sempre nei dettagli. Ed ecco che la produzione di interessi sugli interessi viene reintrodotta, a patto che sia concordata tra cliente e banca, purché siano trascorsi 6 mesi dalla scadenza e sugli interessi dovuti per almeno 6 mesi. Il divieto dell’anatocismo rimane per le carte di credito, che non potranno produrre altri interessi, oltre a quelli di mora. Per il resto, alle suddette condizioni, resta valido per i conti, le carte revolving e i conti di pagamento. Rispetto alla disciplina precedente, pare che non solo non siano stati compiuti passi in avanti, ma che le banche abbiano ricevuto un “regalo” da parte del governo. E’ consentito loro, infatti, esigere interessi sugli interessi, anche dopo la sentenza della Cassazione, che li aveva delegittimati a decorrere dall’1 gennaio 2014. Infine, mentre l’art.120 del Testo Unico Bancario stabiliva prima che gli interessi sugli interessi potevano essere riscossi alla fine del rapporto bancario, adesso la banca può riscuoterli dal mese di marzo, in relazione a quelli maturati nell’anno precedente. Per essere chiari: l’anatocismo non solo non scompare, ma viene finalmente legittimato ai massimi livelli, semplicemente prevedendosi che gli interessi possano trasformarsi in capitale e produrre nuovi interessi su base annua, non più con una frequenza inferiore all’anno, come accadeva sino ad oggi (le banche sono solite computarli al termine di ogni trimestre, facendo leva su un uso in vigore sin dall’Ottocento).  

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Argomenti: Conti e carte, Mutui e Prestiti, Curiosità, Prestiti