Addio raccomandata arriva il domicilio digitale: ecco come ottenerlo, data inizio e risparmio

E' in arrivo il domicilio digitale che sostituirà l'invio delle raccomandate e della fila alle Poste per ritirare multe, atti giudiziari, cartelle esattoriali o avvisi di giacenza. Ecco le info in merito.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
E' in arrivo il domicilio digitale che sostituirà l'invio delle raccomandate e della fila alle Poste per ritirare multe, atti giudiziari, cartelle esattoriali o avvisi di giacenza. Ecco le info in merito.

E’ in arrivo il domicilio digitale che sostituirà l’invio delle raccomandate e della fila alle Poste per ritirare multe, atti giudiziari, cartelle esattoriali o avvisi di giacenza. Ecco dunque le info su cos’è esattamente il domicilio digitale, come ottenerlo e quali saranno i risparmi.

Domicilio Digitale cos’è?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto con il quale verrà accelerato il processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione grazie al quale dal 2018, e forse dalla primavera, le raccomandate che ci vengono spedite nella cassetta postale dalla PA (siano esse per multe, cartelle esattoriali o per atti giudiziari) potrebbero arrivare direttamente in modalità online mantenendo un pieno valore legale.

Ovviamente i cittadini per poter fruire di tali comunicazioni dovranno munirsi del domicilio digitale che sarà un indirizzo di posta elettronica certificata o altro mezzo online certificato.

Per ottenere il domicilio digitale

Fino ad oggi il domicilio digitale era usato soltanto dalle aziende e dalle imprese. Con la nuova norma, però, anche i cittadini potranno utilizzarlo scegliendo un indirizzo di posta certificato o uno equivalente. La grandissima novità è il fatto che verrà istituito un difensore civico per il digitale il cui compito sarà quello di raccogliere le informazioni di eventuali e presunte violazioni in materia di digitalizzazione.

Per poter ottenere il domicilio digitale, ci si dovrà dotare in primis di una Spid ovvero di un’identità digitale e poi di una PEC o altro indirizzo certificato equivalente. Le amministrazioni, quindi, dovranno usare tale canale per il cittadino che lo ha richiesto mentre i privati potranno decidere autonomamente se continuare a spedire delle raccomandate o lettere.

Guida Scorza, che è il responsabile del team per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio, ha comunicato che il cambiamento non sarà immediato e avverrà su base volontaria. Sarà infatti creato un registro dei domicili digitali delle persone fisiche dove i cittadini potranno iscriversi, registrarsi ed inserire la loro Pec. La PA, a quel punto, dovrà inviare le comunicazioni a tali cittadini solo in quel modo. Tali indirizzi inoltre dovranno essere utilizzati solo per tale scopo.

Quali saranno i risparmi?

In questo modo diventerà più semplice il rapporto tra la Pubblica Amministrazione ed il cittadino e non solo. Grazie al domicilio digitale si ridurranno gli costi amministrativi e si ridurranno perdite di tempo. Si stima quindi che con la cancellazione delle spese postali, secondo quanto comunica l’Adoc, ci sarà un risparmio di circa 250 milioni di euro all’anno.

Leggete anche: Raccomandata mai ritirata: cosa succede se si è ricevuto l’avviso di giacenza?.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Conti e carte, Operazioni Postali