I 6 migliori buoni fruttiferi di metà dicembre 2022 con tassi fino al 4,50%

Ecco quali sono i migliori buoni fruttiferi postali di metà dicembre 2022, quelli che offrono tassi di interesse fino al 4,50%.

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Come funzionano i buoni fruttiferi postali.

Quali sono i 6 migliori buoni fruttiferi postali di metà dicembre 2022? Ebbene, i titoli che si potranno sottoscrivere con Poste Italiane sono diversi e adatti a tutte le esigenze. Saranno l’ideale, infatti, per chi cerca un prodotto di investimento a breve termine ma anche per chi vuole depositare denaro per lunghi periodi.

Rispetto a qualche mese fa, i cui tassi avevano toccato i minimi, ora i buoni fruttiferi postali, a seguito di due aggiornamenti di Cassa Depositi e Prestiti di  novembre e ottobre, sono tornati a essere uno strumento competitivo di investimento.

Gli interessi, infatti arrivano fino al 4,50% e il rimborso, rispetto ad altri prodotti, può avvenire in qualsiasi momento e al 100% del valore nominale. Ovviamente il riconoscimento degli interessi si ha dopo il raggiungimento di determinati obiettivi. Se questi ultimi non si raggiungono, si ha diritto soltanto al capitale investito.

I primi 3

Tra i migliori buoni fruttiferi postali di metà dicembre 2022 di Poste Italiane, ci sono quelli dedicati ai minori i cui interessi maturano con loro (fino ai 18 anni). Possono essere sottoscritti da un nonno, un genitore o semplicemente da una persona che li ama. Sono i migliori, perché offrono al termine dell’accantonamento tassi di interesse lordi fino al 4,50% (esattamente al sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo anno).

In ordine di tassi (più alti), c’è poi il buono fruttifero postale “Rinnova” dedicato però a chi rimborso uno o più titoli dal 20 settembre e fino al termine di collocamento di tale buono. È l’ideale se si vogliono reinvestire i propri risparmi fino a 6 anni contando su un tasso di interesse fino al 3,25%. Dopo 3 anni, poi, se si chiede il rimborso, si ottengono anche gli interessi nel frattempo maturati (gli interessi lordo dopo 3 anni sono del 2%).

Con un rendimento effettivo annuo lordo che arriva al 3% dopo 16 anni, ci sono i buoni postali 4×4. Sono l’ideale per lunghi investimenti con flessibilità di rimborso in ogni momento, ovviamente entro il termine di prescrizione (nel caso di titoli cartacei). Il riconoscimento degli interessi, però, si ottiene solo dopo 4, 8 e 12 anni. Prima di tale arco temporale si ottiene solo la cifra investita.

Gli altri buoni fruttiferi postali

Per un rendimento annuo lordo al 3%, si possono scegliere anche i buoni fruttiferi postali “Soluzione Eredità”. Come si evince dal nome, non sono un prodotto per tutti ma solo per chi è beneficiario di un procedimento concluso in Poste Italiane. Si tratta di un investimento ideale per brevi periodi in quanto dura al massimo 4 anni anche si ha flessibilità di rimborso in ogni momento. Attenzione, però, gli interessi non maturano prima dei quattro anni per cui chi lo apre, dovrà portarlo alla scadenza se vorrà guadagnarci qualcosina.

Infine, offrono un rendimento fino al 2,50% annuo lordo i buoni fruttiferi postali ordinari e i 3×4. I primi durano venti anni anche se si può richiedere il rimborso in ogni momento. Con questo buono, però, a differenza degli altri, gli interessi sono riconosciuti già dopo 1 anno dalla sottoscrizione e poi, dopo ogni bimestre. Gli altri, invece, dureranno dodici anni e si ha flessibilità di rimborso, anche in questo caso, quando si vuole. Gli interessi, però, maturano solo dopo 3, 6 e 9 anni.

Per tutti i buoni fruttiferi postali indicati, bisognerà prestare attenzione alla prescrizione, nel caso siano di tipo cartaceo. Essa si verifica dopo dieci anni dalla scadenza e non permette più di richiedere il rimborso né di quanto investito, né degli interessi maturati.

Se si scelgono i bfp dematerializzati, invece, questo non accade perché alla scadenza, la somma viene erogata direttamente sul conto di regolamento. Quest’ultimo è obbligatorio per sottoscrivere tale tipologia di titoli ed è un conto corrente BancoPosta o un libretto di risparmio. Il titolo, poi, deve avere la medesima intestazione di tale conto.

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