4 buoni postali serie Q/P: risparmiatore contesta il mancato rendimento indicato dietro al titolo

4 buoni postali fruttiferi serie Q/P: rendimenti non in linea con quelli indicati sul retro, presentato e vinto ricorso.

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4 buoni postali fruttiferi serie Q/P: rendimenti non in linea con quelli indicati sul retro, presentato e vinto ricorso.

Il 4 novembre sul sito dell’Abf sono state pubblicate molte decisioni anche in merito ai buoni fruttiferi postali. Una di queste riguarda il ricorso effettuato dal titolare di 4 buoni fruttiferi postali della serie Q/P per i quali ha contestato il mancato rispetto da parte dell’intermediario del rendimento indicato dietro al titolo. Ecco maggiori dettagli.

4 buoni postali fruttiferi serie Q/P: rendimenti non in linea con quelli indicati sul retro

Uno degli ultimi ricorsi presenti all’Abf ovvero all’Arbitro Bancario Finanziario riguarda 4 buoni fruttiferi postali della serie Q/P per i quali l’intermediario in sede di rimborso ha liquidato importi inferiori rispetto alle condizioni riportate dietro ai titoli per gli anni dal 21° al 30°. Il ricorrente ha presentato ricorso per far valere le condizioni indicate sul retro dei buoni con riferimento degli interessi dall’anno ventunesimo al trentesimo in quanto tali condizioni non erano state modificate. Il ricorrente ha quindi chiesto all’Abf la differenza tra quanto liquidato e i conteggi dei rendimenti originariamente apposti sui titoli.

Le controdeduzioni dell’intermediario sui 4 bfp in oggetto

L’intermediario ha chiesto di rigettare il ricorso perché i buoni in oggetto appartenevano alla serie Q ed erano stati emessi su supporto cartaceo della serie precedente P  con rendimenti previsti dal DM del 1986 che stabiliva i tassi di interesse da applicare fino al ventesimo anno (interesse composto). Per gli anni dal 21° al 30°, invece, doveva essere applicato un importo bimestrale calcolato sulla base dell’interesse semplice corrisposto al ventesimo anno.

I timbri apposti erano quindi perfettamente in linea con le indicazioni ministeriali anche perché il Decreto non prevedeva un timbro relativo agli importi che dovevano essere corrisposti bimestralmente dal ventunesimo al trentesimo anno.

Per tale periodo, infatti, il decreto prevedeva un tasso del 12%.

La decisione del Collegio di Milano sui 4 buoni fruttiferi postali

Il Collegio di Milano in merito ai 4 buoni fruttiferi postali oggetto del ricorso si è espresso con la decisione numero 16610 del 28 settembre 2020, ecco il link. In primis ha chiarito che i titoli nella parte inferiore erano stati individuati correttamente dall’ufficio postale mediante timbratura con serie Q/P e con timbro dei nuovi rendimenti. Nella timbratura sovrapposta alla tabella originaria dei rendimenti, però, mancava l’indicazione specifica del tasso di interesse per il periodo dal 21° al 30°.

L’unica indicazione in merito a quest’ultimo restava quindi quella indicato esplicitamente nella postilla in calce alla tabellina degli interessi pattuiti stampata dietro al titolo. Per tale motivo c’è stato un falso affidamento su quella cifra da parte del sottoscrittore del titolo. Il Collegio di Milano ha quindi accolto il ricorso e disposto che l’intermediario applichi le condizioni riportate dietro ai titoli per il periodo dal 21° al 30° anno al netto delle ritenute fiscali.

Poste Italiane ultimamente è inadempiente alle decisioni del Collegio dell’Arbitro Bancario Finanziario e qui sarà possibile verificare tutte le inadempienze. Che fare allora quando si verifica questo caso? é necessario attivare un’azione giudiziaria. La decisione dell’Abf potrà sempre essere prodotta in giudizio ma ciò non implicherà che il Tribunale possa adeguarsi.

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