4 buoni postali fruttiferi Q/P: Poste dovrà applicare condizioni riportate sul retro titoli

Nuova vittoria di un risparmiatore in merito a 4 buoni postali fruttiferi: Poste Italiane dovrà applicare le condizioni riportate dietro per gli anni dal 21° al 30°.

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Dallo scorso 13 aprile sul sito web ufficiale si trovano nuove sentenze in merito ai buoni postali fruttiferi. La numero 4544 del 22 febbraio 2021 riguarda 4 titoli trentennali della serie Q/P che sul retro presentavano un timbro non molto leggibile. Esso riportava i rendimenti previsti per gli anni dal 1° al 20°. Non era invece riportato nulla per i restanti dieci anni se non i rendimenti stampati in origine sul retro dei buoni. Essi prevedevano un importo unitario in lira da riconoscersi ogni due mesi fino alla data di scadenza del buono. La parte ricorrente per i motivi appena enunciati ha presentato reclamo. Ha chiesto al Collegio dell’Abf di accertare il suo diritto ad ottenere le condizioni riportate in origine dietro ai titoli per gli ultimi 10 anni.

Controdeduzioni sui 4 buoni fruttiferi postali oggetto del ricorso

Nelle sue controdeduzioni, l’intermediario ovvero Poste Italiane ha comunicato che i buoni oggetto del ricorso appartenevano alla serie Q. Essa era stata istituita con Decreto Ministeriale del 13 giugno 1986 che aveva fissato i nuovi rendimenti. Questi ultimi erano di tipo crescente ovvero dell’8%, del 9%, del 10,5% e del 12% per i primi 20 anni. Per gli ultimi dieci, invece, erano applicati degli interessi semplici nella misura del 12%.
L’intermediario ha spiegato di aver agito in modo corretto anche perché i buoni oggetto del ricorso erano stati emessi su moduli della serie precedente P. Su di essi davanti era stato inserito il timbro Q/P mentre dietro quello che indicava la misura dei tassi previsti per la nuova serie. Ha sottolineato inoltre che l’articolo 5 del DM 1986 prevedeva soltanto l’obbligo di inserire il timbro. Quindi senza indicazione degli interessi dal ventunesimo al trentesimo anno.

Parliamo del 12% ovvero la cifra rapportata al tasso di interesse più alto applicato ai primi venti anni.

La decisione del Collegio sui 4 buoni postali

La decisione del Collegio di Milano sui 4 buoni postali fruttiferi oggetto del ricorso è arrivata dopo un’attenta analisi dei titoli. I timbri su questi ultimi erano stati inseriti in maniera corretta. Uno sul davanti che specificava la nuova serie e l’altro dietro con i nuovi rendimenti dal 1° al 20° anno. Per gli anni restanti, invece, non vi era alcun timbro che modificasse gli interessi presenti originariamente dietro al titolo. Per questo il Collegio ha accolto il ricorso della parte ricorrente. Poste Italiane dovrà quindi applicare le condizioni riportate sul retro dei titoli per il periodo dal 21° al 30° anno al netto delle ritenute fiscali.
Il problema del momento è che Poste Italiane è tra gli intermediari inadempienti come si legge in questa pagina dell’Abf. Significa che non si adegua alle decisioni del Collegio. Quando si verifica questa situazione, purtroppo, il risparmiatore non può fare nient’altro che attivare una nuova azione giudiziaria.

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