4 buoni postali fruttiferi cointestati: non inseriti nuovi tassi per tutti gli scaglioni temporali

Nuova vittoria di una risparmiatrice: dietro ai suoi buoni fruttiferi postali non erano stati inseriti i nuovi tassi dopo il nuovo DM 1986 per tutti gli scaglioni temporali ma solo quelli per i primi 20 anni.

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Il Collegio di Napoli ha dato ragione ad un risparmiatore: l'intermediario dovrà rideterminare gli interessi dal ventunesimo al trentesimo anno del buono fruttifero postale oggetto del ricorso.

Ieri sono state pubblicate nuove decisioni prese dall’Arbitro Bancario Finanziario anche in merito ai buoni fruttiferi postali e tra queste c’è la numero 20113 del 12 novembre 2020 in cui la parte ricorrente era cointestataria di 4 bfpordinari. Tre di questi appartenevano ala serie “P” con timbro “Q/P” di 2 milioni di lire ciascuno emessi il 31 luglio 1986 mentre 1 era della serie “Q” con tabella a tergo di 1 milione di lire emesso il 2 agosto 1989. Rispetto ai 4 buoni, la risparmiatrice ha denunciato la non corretta liquidazione degli importi da parte dell’intermediario per gli anni dal ventunesimo al trentesimo.

Le controdeduzioni dell’intermediario sui 4 bfp oggetto del reclamo

L’intermediario non si è costituito. In sede di riscontro al reclamo ha comunicato però che i 4 buoni fruttiferi postali appartenevano alla serie Q istituita con Decreto Ministeriale del 13 giugno 1986. Tali buoni sarebbero stati emessi su moduli cartacei della serie precedente “P” come era consentito proprio dal Decreto ed aggiornati con l’indicazione “Q/P” davanti e con la tabella indicante i nuovi tassi di interesse dietro. Questo per ogni scaglione temporale. L’intermediario ha chiarito poi che il DM ha previsto una capitalizzazione degli interessi composta per i primi 20 anni e semplice per quelli dal 21° al 30° anno. Per questo ha affermato la correttezza del proprio operato.

La decisione del Collegio

La decisione del Collegio di Bari, ecco il link, è stata a favore della risparmiatrice. Dall’analisi dei titoli, si è evinto che l’intermediario ha inserito bene i due timbri: uno sulla parte anteriore con la scritta “serie Q/P” e l’altro in quella posteriore con la misura dei nuovi tassi. Questi ultimi, però, erano però soltanto fino al ventesimo anno.

Non veniva quindi disposto nulla dei rendimenti previsti dal 21° al 30° anno. La risparmiatrice ha quindi creduto che per gli ultimi dieci anni avrebbe ricevuto dei tassi più favorevoli come riportato sui buoni. Proprio per questo il Collegio ha disposto che l’intermediario provveda al rimborso dei titoli su indicati per il periodo dal ventunesimo al trentesimo anno applicando le condizioni originariamente risultanti dietro ai titoli più gli interessi legali dalla data del reclamo.

Sta però succedendo negli ultimi mesi che molti intermediari siano inadempienti e tra questi c’è anche Poste Italiane, ecco il link con l’elenco. Quando si verifica ciò, il risparmiatore nonostante la vittoria con l’Abf deve attivare una nuova azione giudiziaria. Può portare però come prova il ricorso vinto.

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