3 buoni postali fruttiferi Q/P di 1 milione di lire: presentato e vinto reclamo per minore importo

La vicenda dei 3 buoni postali fruttiferi serie Q/P di 1 milione di lire ciascuno: ottenute condizioni riportate dietro ai titoli per il periodo dal 21° al 30° anno

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La vicenda dei 3 buoni postali fruttiferi serie Q/P di 1 milione di lire ciascuno: ottenute condizioni riportate dietro ai titoli per il periodo dal 21° al 30° anno

Lo scorso 4 novembre sul sito web ufficiale dell’Arbitro Bancario Finanziario sono state pubblicate nuove decisioni anche in merito a controversie riguardanti buoni fruttiferi postali. Nel dettaglio la persona che ha presentato ricorso era titolare di 3 titoli della serie Q/P del valore nominale di 1 milione di lire ciascuno emessi nel 1987. Il motivo è che in sede di rimborso l’intermediario ha offerto di liquidare un importo più basso rispetto a quello che risultava dal titolo. Ecco maggiori dettagli.

La vicenda dei 3 buoni postali fruttiferi serie Q/P

Il titolare di 3 buoni della serie Q/P emessi il 28 febbraio 1987, il 17 aprile 1987 e il 30 luglio 1987 del valore nominale di 1 milione di lire ciascuno dopo aver presentato reclamo all’intermediario ha deciso di ricorrere all’ABF chiedendo che ai titoli su indicati fosse riconosciuto il rendimento previsto per il periodo compreso tra il 21° ed il 30° anno secondo le condizioni riportate dietro ai buoni.

L’intermediario ha invece chiesto all’Abf di rigettare il ricorso perché fino al 20° anno erano stati applicati gli interessi composti come da timbro apposto sul retro mentre per il periodo successivo era stato riconosciuto un rendimento bimestrale calcolato nella misura dell’interesse semplice sul tasso massimo raggiunto ovvero del 12%.

La decisione del Collegio di Milano sui 3 buoni postali fruttiferi

Il Collegio di Milano con decisione numero 16827 del 1 ottobre 2020, ecco il link, ha comunicato che gli interessi modificati e corrispondenti alla nuova serie Q/P risultavano dal timbro (leggibile sul retro dei buoni) inserito dopo l’entrata in vigore del Decreto Ministeriale del 13 giugno 1986. Il problema è che i nuovi interessi erano solo fino al ventesimo anno. Per il periodo successivo non era inserito nulla per cui, in assenza di modifica, la liquidazione deve avvenire secondo quanto testualmente previsto dal buono ed in questi 3 casi secondo quanto prevedeva la frase apposta in calce alla tabella stampata sul retro.

Il Collegio ha disposto quindi che l’intermediario applichi le condizioni riportate dietro ai buoni fruttiferi postali per il periodo dal 21° al 30° anno al netto delle ritenute fiscali.

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