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Oggi: 09 Gen, 2026

Rendimento decennale tedesco sotto il 2,80% e ai minimi da un mese sui dati macro

Il rendimento del Bund a 10 anni è sceso oggi sotto il 2,80%, portandosi ai livelli più bassi da oltre un mese sui dati macroeconomici.
2 giorni fa
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Rendimento Bund a 10 anni sotto 2,80%
Rendimento Bund a 10 anni sotto 2,80% © Investireoggi.it

Il rendimento del Bund decennale è sceso oggi sotto la soglia del 2,80% e ai minimi da oltre un mese. E dire che venerdì scorso avesse chiuso sfiorando il 2,90%. Lo spread con l’Italia, pur in leggerissimo allargamento, è rimasto sotto i 70 punti base o 0,70%. Variazioni seguite alla pubblicazione di alcuni dati macroeconomici cruciali per capire il sentiment del mercato in questa fase altamente incerta sul piano geopolitico.

Rendimento del Bund in calo sui dati macro tedeschi

Iniziamo con le vendite al dettaglio in Germania, che erano stimate in ripresa dello 0,2% mensile. Sono risultate in calo dello 0,6%. Si è trattata della prima contrazione da agosto.

In particolare, giù dell’1,9% le vendite di generi alimentari. Gli altri prodotti hanno segnato una crescita dello 0,3%. Su base annuale, l’indice ha segnato un aumento dell’1,1%, in rallentamento dal +1,6% di ottobre. Per il 2025, crescita del 2,4%, poco sopra l’inflazione media del 2,2%. Pertanto, i consumi delle famiglie tedesche sono fermi in termini reali.

Disappunto anche per il dato sulla disoccupazione a dicembre, salito al 6,2% e segnando una crescita assoluta di 23.000 unità mensili e di 101.000 unità annuali. In media, nel 2025 la percentuale è stata del 6,3% (+0,3%) e risulta la più alta dal 2013. Sebbene il capo della Bundesagentur für Arbeit, Andreas Nahles, sostenga che il mercato del lavoro in Germania abbia toccato il fondo, i numeri preoccupano. Sempre a dicembre, poi, l’inflazione tedesca è stata stimata in calo dal 2,3% all’1,8% annuale ed è rimasta ferma su base mensile.

Si allontana il rialzo dei tassi BCE

Questi numeri ci dicono che la congiuntura presso la prima economia europea resta debole.

Più difficile per la Banca Centrale Europea (BCE) ipotizzare un rialzo dei tassi di interesse già nei prossimi mesi. Il dato sull’inflazione nell’intera Eurozona è sceso dal 2,1% al 2%, centrando pienamente il target. Il dato “core”, al netto di energia e generi alimentari freschi, risulta in rallentamento anch’esso dal 2,4% al 2,3%. Non a caso è sceso anche il rendimento del Bund a 2 anni sotto il 2,10%. Esso tende a replicare le attese a medio termine del tasso sui depositi della BCE, dal giugno scorso fermo al 2%.

Geopolitica favorevole alla disinflazione nel breve termine

Il nuovo anno si sta aprendo, quindi, con la prospettiva di un “raffreddamento” nella crescita dei prezzi al consumo. E’ stato così a dicembre in Germania, Francia e Spagna. In Italia, lieve e attesa risalita all’1,2%. C’entra anche la geopolitica. I fatti in Venezuela inducono a immaginare un impatto calmierante per i prezzi del petrolio. Lo stesso gas europeo alla Borsa di Amsterdam viene negoziato a 28,75 euro per Mega-wattora mentre scriviamo. Un anno fa, era a 45 euro. Il possibile accordo di pace tra Russia e Ucraina allenta le tensioni sul mercato e riduce la domanda.

Con il rendimento del Bund sceso ai minimi da inizi dicembre, anche il decennale italiano offre ai minimi da un mese e mezzo con il 3,44-45% contro il 3,50-51% della Francia.

La stabilità dello spread segnala che il mercato valuta positivamente l’impatto della politica monetaria della BCE sui conti pubblici italiani per il medio termine. Non c’è al momento una corsa verso i bond “core” come i tedeschi. O se c’è, sta coinvolgendo anche i BTp, che sempre meno vengono percepiti come “semi-periferia” dell’unione monetaria.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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