Una delle domande che ogni contribuente si pone guardando al futuro riguarda quanti anni di lavoro, o meglio quanti anni di contributi, siano necessari per poter andare in pensione. I contributi richiesti, però, non sono uguali per tutte le misure previdenziali. In base alla tipologia di pensione a cui si ambisce, infatti, cambiano sia i requisiti contributivi sia l’età di uscita dal mondo del lavoro.
Quanti anni di contributi servono per la pensione? Ecco quanto lavoro bisogna svolgere
In linea generale, bastano 20 anni di contributi versati per poter andare in pensione una volta raggiunti i 67 anni di età.
Parliamo dei requisiti della pensione di vecchiaia ordinaria, che resta la misura di riferimento del sistema previdenziale.
Per questa prestazione non esistono particolari limitazioni sulla tipologia di contribuzione: sono validi infatti i contributi da lavoro, figurativi, volontari e da riscatto.
Attenzione però, perché vent’anni di contributi possono essere sufficienti anche per un’altra misura, la pensione anticipata contributiva. Si tratta di una prestazione destinata esclusivamente a chi ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995, ma a condizione che l’assegno maturato sia pari ad almeno tre volte l’importo dell’assegno sociale.
In questo caso i vent’anni di contributi sono sufficienti, ma con una differenza rilevante: devono essere contributi effettivi da lavoro. Non valgono, quindi, i contributi figurativi per disoccupazione o malattia. Come si vede, dunque, lo stesso numero di anni può dare diritto a pensioni diverse, ma con regole non sempre sovrapponibili.
Pensioni e contributi, ecco come funzionano le misure e come lasciare il lavoro
In generale, più lunga è la carriera lavorativa, maggiori sono i contributi maturati e più facile diventa anticipare l’uscita dal lavoro, senza attendere i 67 anni.
Escludendo la pensione anticipata contributiva appena citata, tutte le altre forme di pensionamento anticipato richiedono carriere contributive decisamente più lunghe. Se, ad esempio, ci si chiede quanti anni di contributi servano per andare in pensione a 63 anni, la risposta dipende dalla misura utilizzata.
Con 36 anni di contributi e con lo svolgimento di almeno 7 anni di lavoro gravoso negli ultimi 10, è possibile accedere all’Ape sociale. La stessa misura può essere utilizzata anche con 30 anni di contributi se il richiedente rientra tra invalidi, caregiver o disoccupati.
A volte non ci sono limiti di età
Esistono poi misure che non prevedono alcun vincolo anagrafico. È il caso della quota 41 per i lavoratori precoci, riservata alle stesse categorie dell’Ape sociale, con l’aggiunta degli addetti ai lavori usuranti. In questo caso, una volta raggiunti 41 anni di contributi, l’uscita dal lavoro è possibile a qualsiasi età.
Anche la pensione anticipata ordinaria non prevede limiti anagrafici: le donne possono accedervi con 41 anni e 10 mesi di contributi, mentre gli uomini con 42 anni e 10 mesi. Una differenza che conferma come, nel sistema previdenziale italiano, non sia solo l’età a contare, ma soprattutto la lunghezza e la continuità della carriera contributiva.