Il tema delle regole fiscali legate all’uso del denaro non tracciato nel settore turistico torna al centro dell’attenzione con le novità introdotte dalla manovra finanziaria 2026. Le modifiche puntano a rendere più semplice la gestione degli adempimenti per le imprese che lavorano con visitatori provenienti dall’estero, senza rinunciare ai controlli necessari. In questo quadro si inserisce una revisione importante che riguarda le operazioni in contanti con turisti esteri, con effetti concreti per commercianti e operatori del turismo.
Operazioni in contanti con turisti esteri e nuove soglie di riferimento
La Legge di Bilancio 2026 ha rivisto l’importo oltre il quale scatta l’obbligo di segnalazione all’Amministrazione finanziaria.
In passato, il limite era piuttosto basso e comportava una mole elevata di comunicazioni anche per importi non particolarmente rilevanti. Con l’aggiornamento normativo, la soglia viene innalzata a 5.000 euro (rispetto ai precedenti 1.000 euro), rendendo più coerente il sistema e riducendo gli adempimenti superflui.
Questa scelta nasce dall’esigenza di allineare le regole fiscali alle reali dinamiche del turismo internazionale. Molti visitatori stranieri, infatti, sono abituati a utilizzare il contante per spese legate a viaggi, acquisti e servizi. Le operazioni in contanti con turisti esteri continuano a essere ammesse entro un tetto massimo più elevato, ma diventano oggetto di comunicazione solo quando superano una soglia considerata significativa.
L’obiettivo è chiaro: concentrare l’attenzione sulle transazioni di maggior valore, evitando di gravare inutilmente sugli operatori economici con obblighi formali poco utili sul piano dei controlli.
Ambito di applicazione e soggetti coinvolti
Le regole si applicano a una platea ben definita. Da un lato, rientrano i cittadini non residenti in Italia, che effettuano pagamenti durante il soggiorno per beni o servizi collegati al turismo.
Dall’altro, sono coinvolti i commercianti al dettaglio e le agenzie di viaggio, che rappresentano il punto di contatto diretto con la clientela internazionale.
Le operazioni in contanti con turisti esteri rilevanti ai fini fiscali sono quelle che, nell’arco dell’anno, raggiungono o superano i 5.000 euro, restando comunque sotto il limite massimo consentito per l’uso del contante in deroga alle regole ordinarie. Questo doppio livello consente di distinguere tra ciò che è consentito pagare in denaro contante e ciò che deve essere segnalato all’Agenzia delle Entrate.
In questo modo, la normativa delimita con maggiore precisione il perimetro degli obblighi, offrendo più certezza agli operatori e riducendo il rischio di errori interpretativi.
Modalità di comunicazione e adempimenti residui
Nonostante l’innalzamento della soglia, restano in vigore alcuni obblighi fondamentali. Le imprese devono continuare a identificare correttamente il cliente straniero, verificare la sua residenza fuori dal territorio nazionale e conservare la documentazione relativa all’operazione.
La comunicazione annuale delle operazioni in contanti con turisti esteri deve avvenire attraverso i canali già previsti, indicando i dati essenziali della transazione. S deve, quindi, compilazione il quadro TU del modello polivalente, da trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate. I termini di invio restano differenziati in base alla periodicità delle liquidazioni IVA, mantenendo una struttura ormai consolidata.
In particolare, chi fa la liquidazione mensile invia la comunicazione entro il 10 aprile dell’anno successivi; mentre chi fa la liquidazione trimestrale deve fare l’adempimento entro il 20 aprile dell’anno successivo.
È importante sottolineare che la maggiore flessibilità non equivale a un allentamento dei controlli. L’obbligo di versare il denaro incassato su un conto corrente intestato all’operatore resta un presidio fondamentale contro fenomeni di abuso e irregolarità.
Operazioni in contanti con turisti esteri tra semplificazione e controlli
L’innalzamento della soglia produce effetti positivi sia per le imprese sia per l’Amministrazione finanziaria. Per gli operatori turistici, le operazioni in contanti con turisti esteri diventano più semplici da gestire sotto il profilo amministrativo, con una riduzione delle comunicazioni di scarso valore informativo. Questo consente di dedicare più risorse alle attività principali e meno tempo alla burocrazia.
Dal punto di vista dei controlli, la selezione delle operazioni più rilevanti migliora la qualità dei dati disponibili. L’analisi può così concentrarsi su movimenti economici di maggiore importanza, aumentando l’efficacia dell’azione di monitoraggio.
In assenza di una disciplina transitoria, le nuove regole trovano applicazione già sulle operazioni effettuate nel periodo precedente alla comunicazione. Questo impone agli operatori un adeguamento tempestivo delle procedure interne, ma offre anche un quadro normativo più razionale e coerente.
Nel complesso, la revisione delle soglie rappresenta un passo verso un sistema più equilibrato, capace di sostenere la competitività del turismo senza rinunciare alla trasparenza fiscale. In questo contesto, le operazioni in contanti con turisti esteri assumono un ruolo chiave nel bilanciare semplificazione e controllo, due esigenze che il legislatore ha cercato di armonizzare.
Riassumendo
- La legge di Bilancio innalza a 5.000 euro la soglia di comunicazione fiscale.
- Le regole riguardano pagamenti in contanti effettuati da turisti non residenti in Italia.
- Ridotti gli adempimenti per commercianti e agenzie di viaggio nel settore turistico.
- Restano obblighi di identificazione del cliente e tracciabilità del denaro incassato.
- La comunicazione annuale riguarda solo operazioni economicamente più rilevanti.
- La riforma bilancia semplificazione amministrativa ed efficacia dei controlli fiscali.