Wind paga le frequenze 4G con due obbligazioni high yield

Il terzo operatore italiano di telefonia mobile rientra da un prestito ponte di 250 milioni di euro con le banche emettendo due nuovi bond. Rendimenti al 10%

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Il terzo operatore italiano di telefonia mobile rientra da un prestito ponte di 250 milioni di euro con le banche emettendo due nuovi bond. Rendimenti al 10%

Wind scarica sul mercato i costi delle frequenze 4G. Con un’operazione forse pianificata già da tempo con le banche, la finanziaria che fa capo al terzo operatore di telefonia mobile in Italia, la Wind Acquisition Finance, ha prezzato in fretta e furia la scorsa settimana due nuove emissioni obbligazionarie per rientrare da un prestito ponte concesso lo scorso mese di Ottobre dalle banche per partecipare all’asta indetta dal governo italiano e aggiudicarsi le frequenze di quarta generazione. In questo modo Wind ha potuto restituire subito 250 milioni di euro alle banche finanziatrici comprendo il resto della spesa con i capitali raccolti dal collocamento dei titoli sul mercato incrementando il debito di gruppo di altri 380 milioni di euro complessivi.

 

I nuovi bond Wind rendono il 10% fino al 2018

I nuovi prestiti obbligazionari Wind – sottolinea una nota della società di telecomunicazioni – costituiscono un’emissione aggiuntiva effettuata in base all’Indenture datato 26 novembre 2010, in forza del quale sono state emesse le Senior Secured Notes con scadenza 2018 per 1,75 miliardi di euro e 1,3 miliardi di dollari. Queste obbligazioni addizionali, garantite da Wind Telecomunicazioni, costituiscono obbligazioni senior di Wind Acquisition Finance e la garanzia di WIND concorrerà – prosegue la nota – pari passo con le obbligazioni della stessa WIND contemplate dai contratti di finanziamento senior di cui essa è parte. Più nel dettaglio, i titoli hanno scadenza 2018 e sono rappresentati da un’emissione in dollari pari a 400 milioni con cedola del 7,25% e da un’emissione in euro pari a 200 milioni e cedola del 7,375%. Le nuove emissioni hanno contribuito a deprimere le quotazioni dei bond già sul mercato così che il prezzo di emissione è stato fissato a 90,12 con un rendimento che arriva al 10% lordo a scadenza.

 

Rating Wind: Standard & Poor’s e analisti divisi sulla sostenibilità del debito

L’emissione di questi bond non avrà effetto sul rating del gruppo – dice Standard & Poor’s – spiegando che la decisione è maturata in quanto l’Agenzia di valutazione ritiene che il profilo di rischio finanziario di Wind, anche dopo l’emissione, sarà commisurato all’attuale rating (BB-, con outlook stabile). Non la pensano allo stesso modo alcuni analisti di Deutsche Bank che da tempo monitorano l’andamento del settore delle telecomunicazioni in Italia. Su Wind, come del resto anche sugli altri operatori, pesa sia la crisi economica in atto che riduce i consumi, ma anche le tasse (IVA) che inevitabilmente si ripercuotono sui costi e sugli abbonamenti. Dal 1° Luglio, poi, scenderanno le tariffe di terminazione mobile, e di molto. Lo deciso lo scorso anno l’Autorità garante delle Comunicazioni (Agcom) per venire incontro, in gran parte, alle richieste della Commissione Europea: la terminazione incassata da Telecom Italia, Vodafone e Wind scenderà così a 2,50 cent al minuto dal primo luglio 2012 (dagli attuali 5,30); a 1,50 dal primo gennaio 2013 e a 0,98 cent dal primo luglio 2013. Un taglio che impatterà inevitabilmente anche sul conto economico di Wind che tuttavia pensa di compensare più che sufficientemente sfruttando la rete di quarta generazione (4G) anche se, purtroppo, i ritardi non mancano.

 

4G in ritardo rispetto ai tempi previsti

La tecnologia Lte stenta infatti a decollare in Italia per problemi legati allo sfruttamento delle reti, ancora in mano agli operatori televisivi, e per le prime sperimentazioni su scala nazionale bisognerà attendere fino all’anno prossimo. Del resto, però, l’unica frontiera percorribile per le compagnie telefoniche è questa, come dimostrano alcuni dati. Nella larga banda mobile, a fine 2011, le sim che hanno effettuato traffico dati su base annuale sono in crescita del 13,6% a 19 milioni, mentre le chiavette (“Connect card”) segnano un progresso del 12,2% a 6,2 milioni. E’ quanto emerge dall’Osservatorio trimestrale sulle tlc, pubblicato sul sito dell’Agcom. Si registra pertanto un aumento complessivo di 2,3 mln in un anno di sim che hanno effettuato traffico dati, di cui 600 mila dovute alle chiavette e 1,7 mln agli smartphone, con crescente peso dei tablet. Il traffico dati è cresciuto nel 2011 di oltre il 53%.

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Argomenti: Nuove emissioni, collocamenti, Obbligazioni societarie