Wind e i bond ad alta frequenza

I costi per l'assegnazione delle frequenze di quarta generazione rischiano di pesare troppo sui conti della compagnia telefonica italiana. Moody's mette sotto osservazione il debito da 8,4 miliardi assegnando outlook negativo. In aumento i rendimenti delle obbligazioni high yield. Ghiotta occasione?

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I costi per l'assegnazione delle frequenze di quarta generazione rischiano di pesare troppo sui conti della compagnia telefonica italiana. Moody's mette sotto osservazione il debito da 8,4 miliardi assegnando outlook negativo. In aumento i rendimenti delle obbligazioni high yield. Ghiotta occasione?

Mentre i maggiori operatori di telefonia mobile si stanno scannando in questi giorni all’asta indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico per le frequenze di quarta generazione (4G), Moody’s non perde occasione per rivedere in senso negativo le prospettive sul debito delle compagnie telefoniche italiane a causa dell’enorme esborso che dovranno affrontare. Telecom Italia era già stata bocciata dall’agenzia di rating americana una settimana fa (vedi Telecom Italia: Moody’s ha tagliato l’outlook sul rating da stabile a negativo ) facendo infuriare Franco Bernabé che si era speso a luglio in una grande convention on line, con quarantamila dipendenti collegati, sul fatto che il debito della compagnia Italia non costituiva più un problema e che non si doveva ritenere che il debito fosse un limite allo sviluppo dell’azienda. Ora arriva la doccia fredda anche per Wind, recentemente acquisita dalla russa Vimpelcom. Dopo una semestrale tra luci e ombre (gli utili dei primi sei mesi sono balzati del 59%, ma nel secondo trimestre l’azienda ha faticato a mantenere gli stessi margini di crescita del primo), sulla compagnia telefonica è arrivato l’ammonimento di Moody’s: l’agenzia di rating ha modificato in «negativo» le sue attese sul debito della società. A pesare sul debito da 8,4 miliardi di euro del gruppo – osservano alcuni analisti – è soprattutto l’impegnativo esborso per le frequenze 4G, cioè quelle che lavorano su 800, 1800, 2000, 2600 MHz e che consentiranno agli operatori telefonici l’utilizzo al meglio del servizio internet veloce via etere. Le ultime giornate d’asta per l’assegnazione delle frequenze sono arrivate a sfiorare un controvalore complessivo di 3,4 miliardi di euro in cui la parte del leone, per ora, la stanno facendo Telecom Italia e Vodafone con un maggior numero di lotti prenotati, mentre Wind e H3G sono leggermente più distaccate.

La spesa preventivata da Wind per l’acquisto dello spettro della banda larga è di circa 800 milioni e inciderà in maniera non indifferente sul conto economico della società, il cui debito al momento è classificato Ba3 da Moody’s. In assenza di sostegno da parte dell’azionista russo – osservano gli analisti – la tenuta finanziaria potrebbe deteriorarsi anche se finora Wind ha continuato a macinare clienti in un contesto economico diventato sempre più difficile e in cui le sfide sono notevoli. Come quella che si giocherà, appunto, il prossimo anno sul parterre delle frequenze di quarta generazione dove la richiesta da parte degli operatori è alta ed è cresciuta con l’aumentare delle vendite di smartphone e Internet key che occupano molta banda larga.

LE OBBLIGAZIONI WIND 2017 E 2018

I bond di Wind in euro e in dollari sono classificati come high yield con rating Moody’s Ba2 e offrono al momento rendimenti molto allettanti anche a causa del crollo generale delle quotazioni obbligazionarie corporate ad alto rendimento degli ultimi mesi. L’emissione da 1.750 milioni di euro Wind Acqusition del 2010 con scadenza 2018 (Isin XS0560905506 ) e cedole del 7,375% quota 90 e rende il 10% a scadenza. Più speculativa, invece, l’emissione del 2009 da 1250 milioni di euro a otto anni, con cedola dell’11,75% (Isin XS0438150160) che rende il 13,5% e si compra a 94. Entrambe le emissioni hanno perso più del 15% in poche settimane a causa della crisi finanziaria. Ma non bisogna dimenticare che si tratta di obbligazioni che racchiudono un alto grado di rischio e hanno la stessa natura della politica economica aggressiva che Wind ha messo in campo da quando si è sganciata da Enel passando, dapprima sotto il controllo della Weather Investments dell’egiziano Sawiris, e poi, da marzo 2011, sotto l’ala del gruppo russo delle telecomunicazioni Wimpelcom. Nei primi sei mesi dell’anno Wind ha continuato a investire per ampliare la copertura mobile 3G/Hsdpa ottenendo buoni risultati, legati soprattutto al successo delle offerte commerciali dedicate alla community Wind, nonché al crescente successo delle sue proposte per clienti post-pagati, nel segmento consumer alto-spendente come in quello delle piccole e medie imprese.

Così, nel primo semestre la base clienti è cresciuta del 6,7%, raggiungendo quota 20,6 milioni, con 280mila attivazioni nette registrate nel solo secondo trimestre dell’anno, ma l’utile operativo è sceso negli ultimi tre mesi del 5,4% (526 milioni) indicando per la prima volta un rallentamento. In questo senso non bisogna dimenticare che per sostenere gli enormi costi finanziari del debito, Wind deve continuare a crescere a ritmi superiori rispetto alla concorrenza e macinando utili in costante crescita. Ragion per cui è di estrema importanza l’aggiudicazione di almeno un paio di lotti di frequenze 4G per ampliare l’offerta della banda larga via etere, dove si giocherà la sfida più importante in futuro, e non restare indietro rispetto al monopolista Telecom Italia o alla concorrenza di Vodafone.

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