Volkswagen, anche i bond colpiti dallo scandalo emissioni

Uno studio tratto dal Wall Street Journal mette in guardia dai pericoli del denaro a costo zero sul mercato dei bond

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Uno studio tratto dal Wall Street Journal mette in guardia dai pericoli del denaro a costo zero sul mercato dei bond

I mercati dei bond societari hanno vissuto un sogno, cullati dalla generosa liquidita’ della banca centrale, da una bassa volatilita’ e dalla convinzione che i bilanci delle compagnie fossero solidi. Lo scrive Richard Barley sulle colonne del Wall Street Journal. Ma ogni sogno deve pur finire. Volkswagen sta suonando il campanello d’allarme. I bond del produttore automobilistico tedesco sono stati colpiti duramente dallo scandalo delle emissioni. Il costo annuo per assicurare per 5 anni contro il default 10 milioni di euro di debito di Volkswagen e’ quasi triplicato a 214.000 euro, un livello piu’ consono alle societa’ con rating spazzatura. Nonostante l’incertezza relativa agli eventuali costi che il gruppo tedesco dovra’ sopportare, la situazione e’ critica data la forte generazione di cassa.   Volkswagen, il giudizio del mercato è stato implacabile     Escludendo l’impatto dell’attuale crisi, Fitch stima un free cash flow, al netto dei dividendi, di circa 5 miliardi di euro all’anno nel 2016-2017. Tuttavia la severita’ di giudizio del mercato e’ in parte causata dal contesto troppo amichevole a cui erano abituate le societa’ debitrici. Volkswagen e’ un colosso nei mercati del credito. In Europa i produttori automobilistici rappresentano il 9,2% dell’indice iBoxx dei bond societari non finanziari da 824 miliardi di euro. La casa di Wolfsburg rappresenta il 30% del settore: non e’ una societa’ di nicchia che possa essere ignorata. Inoltre il gruppo tedesco e’ stato una holding chiave per gli investitori a causa del lascito della crisi del debito dell’Eurozona. Volkswagen, essendo tedesca, non ha sofferto gli stessi problemi di altre societa’ perche’ queste ultime si trovavano in nazioni interessate da crisi fiscali.   Obbligazioni Volkswagen erano sopravvalutate   Grazie alla ricerca di rendimento, Volkswagen (rating A) e’ stata in grado di collocare le obbligazioni con cedole basse e scadenze lunghe. Il che e’ sempre sembrato un mix inquietante. Nel mese di gennaio la societa’ ha emesso un prestito obbligazionario a 15 anni da 1 miliardo di euro che paga una cedola dell’1,625% appena. Questo bond ha gia’ visto quest’anno due grandi movimenti di prezzo: tra aprile e giugno e’ sceso di circa 15 punti dal picco del 106% del valore nominale toccato quando i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi sono saliti; dopo lo scoppio dello scandalo delle emissioni e’ calato di altri otto punti, scambiando ieri a 85,6, secondo i dati riportati da FactSet. Questo tipo di volatilita’ dei prezzi e’ sgradita agli investitori investment-grade, ma mostra anche come le obbligazioni fossero ben prezzate.   Il mito del denaro a costo zero e la bolla obbligazionaria   La casa tedesca ha anche emesso molte obbligazioni ibride.

Una mossa vincente quando le dinamiche del credito erano chiare, ma i bond ibridi di Vw hanno visto un forte sell-off. Neanche la mancanza di liquidita’ nei mercati secondari aiuta. Infine, lo scandalo ha aggiunto ulteriori incertezze in mercati gia’ scossi. I timori sulla Cina e nei mercati emergenti sono stati esacerbati dalla reazione della Federal Reserve negli Stati Uniti. Vw rappresenta un  monito sul fatto che anche le societa’ possano portare cattive notizie. Con rendimenti cosi’ bassi c’e’ poco margine di errore. Finche’ la politica monetaria resta accomodante, la ricerca di rendimenti proseguira’. Ma l’andamento del debito di Vw mostra quanto possano essere vulnerabili le obbligazioni in un mondo in cui i mercati sono stati distorti dalle banche centrali, e i rischi legati al credito e ai tassi sono mascherati da denaro facile.

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