Vola lo spread BTp-Bund, il decennale rivede l’1%: fioccano le vendite sull’Italia

Rendimenti e spread in netto aumento oggi sull'emergenza Coronavirus in Italia. Crolla Piazza Affari in apertura (oltre -4%). Il mercato sconta le criticità per la nostra economia.

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Rendimenti e spread in netto aumento oggi sull'emergenza Coronavirus in Italia. Crolla Piazza Affari in apertura (oltre -4%). Il mercato sconta le criticità per la nostra economia.

E’ arrivato a sfiorare i 150 punti base lo spread BTp-Bund a 10 anni, in apertura di seduta stamattina, tornando ai massimi da un mese. Il rendimento del nostro bond decennale ha superato per poco l’1%, flettendo successivamente a poco sotto tale livello. Non accadeva dal 6 febbraio scorso. E’ il “sell-off” che si è abbattuto particolarmente sull’Italia, scatenato dall’emergenza Coronavirus esplosa come una bomba nel fine settimana e che sta riguardando ad oggi il nord, Lombardia particolarmente. Le vendite non hanno coinvolto il solo mercato obbligazionario, bensì pure quello azionario, tanto che Piazza Affari in apertura di seduta perdeva il 4,4%.

Il Coronavirus dilaga al nord e la recessione per l’Italia è alle porte

Chiaramente, i titoli di stato che stanno risentendo peggio di questo clima sono quelli di durata più lunga, per questo maggiormente sensibili alle variazioni dei rendimenti. Il BTp 2067, ad esempio, nella mattinata odierna si deprezzava di oltre il 2%, offrendo 8 punti base in più e tornando sopra il 2%. E il nuovo “benchmark” a 30 anni, il BTp 2050 emesso a gennaio, arretra dell’1,5%, rendendo poco più dell’1,90%. Quanto al decennale (BTp aprile 2030), -0,70% e +9-10 bp.

Stiamo assistendo a un contraccolpo puramente psicologico o che ha basi solide e, quindi, potenzialmente durature? Il “sell-off” è scatenato dai timori per le ripercussioni che il Coronavirus rischia di avere sull’economia italiana, avendo colpito, oltre tutto, l’area più produttiva dello Stivale. Imprese, attività commerciali e uffici chiusi significano contrazione della produzione e dei consumi. Se il fenomeno si estendesse geograficamente e nel tempo, la già debolissima crescita del pil prevista per quest’anno si spegnerebbe del tutto e cambierebbe di segno. La recessione dell’Italia nei fatti potrebbe essere già iniziata.

Sale il rischio sovrano italiano

E più debole l’economia, ancora più difficile reggere il peso di un debito pubblico divenuto così immenso. In un certo senso, gli investitori scontano anche il maggiore rischio sovrano, anche sulla considerazione che questa crisi stia colpendo un governo già fragilissimo per via delle tensioni interne alla maggioranza. Lo stesso rischio politico sale repentinamente. Infine, si tenga conto che i BTp, come tutti i bond sovrani nell’Eurozona, avevano corso parecchio nei mesi scorsi, riesumando il rally dalla fine di gennaio, dopo la vittoria del PD alle regionali in Emilia-Romagna. E’ come se gli investitori avessero trovato il pretesto per vendere e capitalizzare i guadagni sin qui teorici.

La crisi del governo Conte non colpisce i BTp, perché e fino a quando?

Insomma, Coronavirus come detonatore delle tensioni economiche, politiche e finanziarie latenti nel Bel Paese. Del resto, sappiamo da tempo di essere il mercato sovrano più generoso dell’area, assieme a quello della Grecia. Oggi, ad esempio, il decennale di Atene offre solo lo 0,02-3% in più del nostro, pur anch’esso in rialzo di 6 bp. La curva delle scadenze elleniche ormai si tiene poco più gonfia di quella italiana, con spread al massimo in area 20 bp nel tratto medio-lungo. Per contro, l’allarme sta sostenendo gli acquisti dei Bund, il cui decennale offriva stamattina il -0,50%, 6,5 punti in meno della chiusura di venerdì scorso e scendendo ai minimi da inizio ottobre, contribuendo ad allargare il differenziale con i BTp.

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