Vertice Ue: il default della Grecia è servito

L’eurogruppo ha sentenziato un taglio del nominale sui titoli pubblici in mano alle banche e ai privati del 50% con conseguente abbattimento del debito statale di 100 miliardi di euro. Le borse festeggiano, ma potrebbe durare poco

di , pubblicato il
L’eurogruppo ha sentenziato un taglio del nominale sui titoli pubblici in mano alle banche e ai privati del 50% con conseguente abbattimento del debito statale di 100 miliardi di euro. Le borse festeggiano, ma potrebbe durare poco

Il vertice Ue conferma quello che i mercati già sapevano: al via haircut del debito della Grecia – Tolto il dente, tolto il dolore. Almeno così sembra a guardare la reazione degli indici di borsa continentali dopo la decisione presa nella notte del 26 Ottobre dai capi di stato europei sul tanto agognato taglio del debito pubblico della Grecia. Anche l’euro sembra aver ritrovato smalto apprezzandosi nei confronti del dollaro fino a recuperare quota 1,40 e ridando fiducia ai mercati. Tutto a posto quindi? Si può tornare a respirare aria sana? Niente affatto. L’haircut sul debito sovrano ellenico era già scontato da parecchi mesi e quella di ieri – commenta un analista di Unicredit – è solo l’ufficializzazione di quanto già si sapeva da tempo fra gli operatori di borsa.

Svalutazione titoli di stato greci per evitare default Grecia – E’ ancora presto per capire come e quando saranno resi operativi i tagli sul nominale delle obbligazioni sovrane di Atene, tuttavia – secondo quanto riportato da Reuters – i leader della zona euro hanno raggiunto l’accordo con le banche private e le assicurazioni che accetteranno una perdita del 50% sui titoli di stato greci in maniera tale da abbattere di un centinaio di miliardi di euro il debito statale complessivo (350 miliardi). Più nel dettaglio – secondo indiscrezioni – resteranno fuori dal taglio volontario del nominale i titoli della BCE e i prestiti della Troika, mentre per i titoli in possesso delle banche e degli investitori non istituzionali si profilerebbe uno swap su base volontaria, per evitare di far scattare tecnicamente il default che comporterebbe per le banche stesse  esborsi milionari nei confronti di chi ha assicurato i titoli (e sono molti) contro l’insolvenza della Grecia.

Rimoborsi in cash e in nuove obbligazioni trentennali al 6%

Obbligazioni Grecia 5,25% 05/2012

Sempre secondo indicazioni provenienti dall’eurogruppo, l’haircut consisterebbe in un rimborso a 50 del nominale di tutti i titoli ellenici suddivisa in 15% cash e 35% di obbligazioni di durata trentennale con interesse del 6%. Questo, in linea di massima dovrebbe essere il piano di ristrutturazione del debito greco, o meglio, del debito delle banche europee che hanno comprato bond ellenici, comprese le stesse banche greche che dovranno essere ricapitalizzate in pompa magna al più presto per non collassare. L’Ecofin, in calendario per l’8 Novembre prossimo, dovrebbe fornire ulteriori dettagli sulle modalità dello swap volontario sui titoli greci. Con questa misura – si legge in un comunicato congiunto dei capi di stato europei – il debito di Atene dovrebbe tornare al 110% del Pil entro il 2020, anche grazie ad un piano di aiuti da 130 miliardi di euro entro il 2014 (il cosiddetto “secondo piano” salva-Grecia), mentre l’operazione sui titoli di Stato greci sarà realizzata all´inizio del 2012. L’obiettivo è di concludere i negoziati sul pacchetto entro la fine dell’anno, in modo che la Grecia possa disporre del secondo programma di aiuti finanziari prima del nuovo anno. Maggiori informazioni sugli sviluppi del piano potranno essere seguiti dagli investitori sul nostro forum che costantemente monitora la situazione (https://www.investireoggi.it/forum/operativo-titoli-di-stato-greci-vt37706.html)

Debito Eurozona non ancora sotto controllo

Ma le critiche al piano, benché già ampiamente scontato dai mercati, non si sono fatte attendere. Il vertice di ieri non risolve – secondo gli analisti di Commerzbank – i problemi fondamentali e le misure concordate dai leader europei non costituiranno il punto di svolta della crisi del debito nell’Eurozona. L’accordo di base sul coinvolgimento volontario del settore privato nella riduzione del debito greco, inoltre, dovrebbe eliminare solo momentaneamente i timori di una ristrutturazione forzata e aumentare la propensione al rischio sui mercati nel breve termine. Sul mercato obbligazionario, i titoli di stato greci si sono rapidamente allineati ai valori dell’haircut annunciato e ora gli operatori e gli arbitraggisti stanno facendo i dovuti calcoli per riequilibrare gli investimenti.

Da un rapido sguardo al mercato, tutti i titoli sono trattati sotto quota 50 già da molto tempo, ma quello che si sta notando ora è l’incremento dei volumi di scambio soprattutto sulle scadenze lunghe e corte, anche perché il processo di ristrutturazione sarà lungo e soprattutto volontario, il che implica che un piccola percentuale dei titoli greci arriverà, almeno in linea teorica, a regolare scadenza. A parte ciò, lo spread fra i titoli di stato italiani, spagnoli e da poco anche quelli francesi, si è allargato nei confronti del bund tedesco decennale di riferimento. Solo 24 ore fa, l’asta dei Bot semestrali italiani ha fatto scattare l’allarme rosso sui mercati.

EFSF: 1.000 miliardi per il fondo salvastati 

Oltre all’accordo sulla ristrutturazione del debito greco con la partecipazione volontaria del settore privato, i leader della zona euro hanno trovato la quadra anche sul potenziamento dell’EFSF, il fondo di salvataggio da 440 miliardi di euro creato lo scorso anno. Il fondo è già stato utilizzato per fornire aiuto a Irlanda, Portogallo e Grecia, lasciando circa 290 miliardi in cassa. Di questi, circa 250 miliardi verranno usati come leva per 4-5 volte, portando a un ammontare di circa 1.000 miliardi di euro, che sarà impiegato in vari modi. La speranza dei leader è che sia sufficiente a evitare l’aggravamento dei problemi di debito in Italia e Spagna. L’EFSF sarà sfruttato in due modi, offrendo una sorta di assicurazione, o la garanzia sulla prima perdita agli investitori di debito della zona euro sul mercato primario, oppure tramite uno speciale veicolo di investimento (Spiv) che verrà messo a punto nelle prossime settimane e che è finalizzato ad attrarre investimenti da Cina e Brasile. I metodi possono essere combinati, dando all’EFSF una maggiore flessibilità, hanno detto i leader della zona euro e la leva finanziaria potrebbe arrivare fino a 1.000 miliardi di euro in certe situazioni, ha detto Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo.

Sul rafforzamento dell’EFSF leggi anche:

Europa: Potenziamento della Catastrofe tramite Leva

Argomenti: ,