Venezuela vende petro e tenta di ripagare i debiti

Grazie alla vendita di petro, il Venezuela incassa soldi freschi. Cedole dei bond ancora bloccate. Il caso Elecar

di Mirco Galbusera, pubblicato il
Grazie alla vendita di petro, il Venezuela incassa soldi freschi. Cedole dei bond ancora bloccate. Il caso Elecar

Il Venezuela tenta di aggirare le sanzioni economiche imposte da Trump. Dallo scorso mese di febbraio, Caracas – secondo fonti venezuelane – ha raccolto più di 5 miliardi di dollari dalla prevendita di petro, la cripto valuta voluta da Nicolas Maduro per incassare soldi freschi senza dover passare attraverso le forche caudine del sistema di pagamenti internazionali imposte dal presidente USA al Venezuela.

Come noto, lo stato caraibico è finanziariamente in difficoltà da quando il prezzo del petrolio è crollato nel 2013 e fatica a riprendersi. Da allora le riserve della Banca Centrale sono crollate al minimo storico, l’inflazione è esplosa e l’opposizione al presidente Maduro sta facendo di tutto per rovesciare il potere a suo favore, in vista della tornata elettorale del prossimo mese di maggio.

 

Venezuela vende petro per 5 miliardi di dollari

 

Il presidente ha quindi messo in campo ogni strategia necessaria per fare in modo che al Venezuela non manchino le risorse necessarie per adempiere ai pagamenti più importanti verso i fornitori e nei confronti dei creditori internazionali, ivi compresi gli obbligazionisti di PDVSA e i portatori di titoli di stato. Secondo quanto riporta Bitcoinist, in Petro sono stati effettuati 186.000 acquisti certificati. L’annuncio è stato fatto da Maduro stesso ai membri del Partito socialista unito del Venezuela, e nel suo intervento il presidente venezuelano ha detto che tutte le entrate derivanti dalla vendita della criptomoneta sarebbero andate a coprire le esigenze di tutto il paese. Maduro ha, inoltre, dichiarato che le entrate generate dal Petro fanno parte di una soluzione più ampia alle gravi difficoltà economiche del paese.

 

Cedole dei bond ancora bloccate dalle banche

 

Nel frattempo e in attesa dell’esito delle nuove elezioni presidenziali fra poco meno di due mesi, le cedole dei bond PDVSA e dei titoli di stato continuano a rimanere bloccate nelle camere di compensazione di Eurtoclear e Clearstrem, facendo passare il Venezuela per inadempiente al punto che le agenzie di rating (americane) lo hanno ormai classificato SD (selective default). Dal canto suo, Maduro continua ad assicurare gli investitori che il Venezuela non è in default. A chi credere? Dalle banche e dagli intermediari internazionali non arrivano chiarificazioni in merito ai pagamenti degli interessi maturati sui bond venezuelani dallo scorso mese di novembre ad oggi e i titoli trattano ormai “corso secco” sui mercati, cioè incorporando il rateo nel prezzo. Il banco di prova per capire chi imbroglia le carte, se il governo venezuelano o le banche internazionali che si occupano dei trasferimenti dei soldi, sarà il prossimo 10 aprile, quando andrà in scadenza il bond Eelctricidad de Caracas (Elecar) con cedola 8,50%.

 

Le obbligazioni Elecar 8,50% 2018

 

Elecar, che si occupa della distribuzione di energia elettrica nella capitale venezuelana e serve oltre 1 milione di utenze, è controllata direttamente da Petroleos de Venezuela (PDVSA), a sua volta  controllata dallo stato. Il bond, emesso nel 2008 per raccogliere 650 milioni di dollari, è in mano per circa 300 milioni alla stessa PDVSA che lo aveva acquistato sul mercato fra il 2014 e il 2015, dopo una prima discesa dei prezzi. Qualora Elecar non dovesse rimborsare a scadenza il bond, si prospetterebbe un default della società che i creditori potrebbero allungare le mani sugli assets delle compagnia acquisendo il controllo della rete elettrica della capitale. Un danno di non poco conto alla vigilia delle elezioni presidenziali venezuelane, soprattutto se si considera l’eco mediatico che potrebbe avere la vicenda. Il mercato – secondo gli analisti – sconta però una probabilità remota che ciò avvenga e gli investitori credono che il bond verrà rimborsato a scadenza, tant’è che le quotazioni indicative del bond Elecar (quotato alla borsa del Lussemburgo) si sono rivitalizzate salendo al 47% del valore nominale.

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Argomenti: Bond Venezuela