Venezuela: la Russia sostiene Maduro e finanzia i bond

Le sanzioni USA contro il Venezuela spingono sempre più Caracas verso la Russia. Mosca esporta armi e capitali e allunga le mani sui giacimenti

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Le sanzioni USA contro il Venezuela spingono sempre più Caracas verso la Russia. Mosca esporta armi e capitali e allunga le mani sui giacimenti

Putin assicura, non lasceremo che gli USA mettano le mani sui maxi giacimenti petroliferi del Venezuela. A riferirlo alla Tv russa è il portavoce del ministro degli esteri Lavrov che ha confermato come Mosca stia lavorando a stretto contatto con le autorità venezuelane per fornire ogni possibile sostegno economico a Caracas, su cui potrebbe cadere la tegola di nuove sanzioni da parte della Casa Bianca.

 

La Russia, insieme alla Cina, ha finora giocato un ruolo più economico e finanziario che politico, ma ultimamente, da quando Trump è salito al potere negli USA, il quadro è cambiato. La Russia, oltre a finanziare il debito pubblico del Venezuela, di fatto insostenibile con le quotazioni del petrolio Wti intorno a 45 dollari al barile, ha intenzione di entrare a pieno titolo nello sfruttamento dei mega giacimenti di idrocarburi del paese caraibico e acquisire un ruolo geostrategico in Sudamerica. Per farlo, la Rosneft, industria petrolifera statale russa, ha prestato miliardi di dollari a Petroleos de Venezuela per onorare prestiti obbligazionari internazionali. Rosnfet ha così acquisito anche il controllo del 49% di Citgo, le raffinerie e la rete di distributori di PDVSA sul territorio americano.

 

Si profila così un braccio di ferro fra USA e Russia per il controllo strategico delle materie prime del Venezuela di cui gli Stati Uniti hanno un gran bisogno, considerato che lo shale oil ha dei costi proibitivi e il sistema delle trivellazioni nelle rocce argillose, finora sostenuto da denaro a basso costo, è vicino al collasso. Sul fronte interno, intanto, le condizioni economiche del Paese non sono cambiate: iperinflazione, mancanza di beni di prima necessità e stato di polizia, ben oliato grazie agli armamenti forniti da Mosca all’esercito venezuelano.

 

Per quanto riguarda i bond, il Petroleos de Venezuela  si appresta a rimborsare un prestito ormai prossimo alla scadenza: il bond PDVSA 8,50% 2017 da circa 900 milioni di dollari e la prima tranche del bond PDVSA 8,50% 2020 da 1,15 miliardi di dollari, oltre agli interessi maturati. La scadenza è prevista tra la fine di ottobre e i primi di novembre. Come sempre, PDVSA utilizza soldi dei fondi pensione per acquistare a mercato titoli in scadenza sfruttando i bassi prezzi offerti limitando quindi l’impatto finale dell’oneroso rimborso dei titoli. Sul mercato si sarebbero inserite ultimamente anche istituzioni finanziarie russe in appoggio al regime di Maduro.

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