Venezuela: Goldman Sachs ci crede e compra bond

Goldman Sachs investe in Venezuela e compra 2,8 miliardi di bond. I rendimenti restano elevati: azzardo o rischio calcolato?

di , pubblicato il
Goldman Sachs investe in Venezuela e compra 2,8 miliardi di bond. I rendimenti restano elevati: azzardo o rischio calcolato?

Goldman Sachs investe in Venezuela e compra titoli di stato. La prestigiosa banca d’affari americana ha sottoscritto bond venezuelani per 2,8 miliardi di dollari dalla banca centrale del Paese. La scorsa settimana la banca di New York ha pagato 865 milioni di dollari per bond emessi dalla compagnia petrolifera di Stato, Petroleos de Venezuela, nel 2014 e con scadenza nel 2022.

 

Il prezzo dell’operazione di Goldman Sachs rappresenta uno sconto del 31% rispetto al valore medio dei titoli che maturano nello stesso anno. L’investimento fa un assist al governo di Nicolas Maduro, in un momento in cui gli oppositori stanno cercando di impedire alle istituzioni finanziarie occidentali di iniettare moneta nelle malconce casse del Venezuela, facendo leva sulla questione della violazione dei diritti umani da parte delle autorità. Ma Goldman tira dritto con la sua scommessa, puntando sul fatto che un cambio di governo potrebbe più che duplicare il valore del debito venezuelano, che oggi tratta a sconto, con rendimenti al 30%, sulla scia dei timori di default.

 

I rendimenti dei bond venezuelani superano il 30%

 

Più precisamente, i rendimenti dei titoli di stato venezuelani a 10 anni sono al 21%, mentre quelli in scadenza il prossimo anno rasentano il 35% mostrando come l’inversione della curva dei rendimenti sia indice di rischio Paese. Stessa cosa per i rendimenti dei bond della compagnia petrolifera statale Petroleos de Venezuela (PDVSA) che a 10 anni offrono uno yield del 21%, mentre nel breve si arriva anche al 40%. Il mercato sconta infatti la probabilità che PDVSA possa non riuscire a rimborsare bond in scadenza fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre per circa 3 miliardi di dollari. I bond PDVSA 8,50% novembre 2017, già oggetto di precedente ristrutturazione e ammortizzati per due terzi del valore nominale prezzano 90 per un rendimento del 39,57%.

L’accordo Opec sosterrà e quotazioni del petrolio

 

Goldman Sachs ritiene, tuttavia, che a seguito del raggiunto accordo per mantenere la produzione tagliata di greggio per altri 9 mesi fra i maggiori paesi produttori di petrolio appartenenti al Opec (di cui il Venezuela fa parte), sarà di buon auspicio per il mercato. Il Venezuela, si sa, è in profonda crisi economica e sociale basando il proprio bilancio statale per il 95% sui ricavi derivanti dalle esportazioni di greggio, ma il paese naviga, oltre che nelle maggiori riserve di petrolio al mondo, anche nell’oro. La produzione del prezioso metallo giallo è incrementata negli ultimi periodi e la ripresa delle quotazioni ha permesso al Venezuela di vendere a buon mercato oro per compensare parzialmente i minori introiti derivanti dal crollo dei prezzi del greggio degli ultimi anni

Argomenti: