Venezuela: “bye bye dollari USA”. Maduro li mette al bando per i pagamenti di petrolio

La risposta di Maduro alle sanzioni USA. Il Venezuela promuoverà i pagamenti in euro, rublo e yuan. Russia e Cina sorridono

di , pubblicato il
La risposta di Maduro alle sanzioni USA. Il Venezuela promuoverà i pagamenti in euro, rublo e yuan. Russia e Cina sorridono

I bond in dollari emessi dal Venezuela continueranno ad essere onorati in questa valuta. Ma in futuro, la moneta USA sarà bandita dai pagamenti internazionali del Venezuela e il Paese potrebbe emettere nuovi bond in euro. Il Governo del Venezuela ha infatti comunicato agli investitori del mercato petrolifero che non accetterà né effettuerà più pagamenti in dollari (USD).

 

Il presidente venezuelano, Nicholas Maduro, non ha ancora ufficialmente annunciato la misura, ma c’erano già stati alcuni indizi al riguardo, subito dopo la decisione del Dipartimento del Tesoro Usa di vietare l’acquisto di debito pubblico venezuelano.

Per combattere l’embargo economico, utilizzeremo un paniere di valute che ci libereranno dal dollaro“, ha dichiarato il vice presidente del Venezuela Tareck El Aissami, inserito anche lui all’interno della lista delle sanzioni. Maduro ha anche promesso di creare un paniere valutario che comprenderà il rublo, lo yuan e la rupia indiana. “Gestire i pagamenti in euro sembra la seconda scelta migliore”, dichiara Henkel Garcia, economista di Econometrica.

 

Venezuela mette al bando il dollaro USA

 

Gli operatori si stanno ora dirigendo verso l’euro. La compagnia petrolifera statale Petroleos de Venezuela Sa, meglio conosciuta come PDVSA, ha comunicato ai partner privati di aprire conti correnti in euro e convertire la liquidità in moneta unica. Tale misura servirà ad evitare le sanzioni realizzate dal presidente Usa, Donald Trump. Il Paese è sempre più isolato nel mondo della finanza internazionale, ma gode del sostegno di grandi potenze come Cina e Russia. PDVSA, quindi, non potendo più contare sulle grandi banche, è dovuta ricorrere alla russa Gazprombank e a Citic Bank di Pechino per riuscire a processare i pagamenti derivanti dalla vendita del petrolio.

 

Il commento degli analisti

 

Per quanto riguarda la propaganda nazionale, possono dire ciò che vogliono e fare in modo che sembri una rappresaglia contro gli Stati Uniti“, dichiara Siobhan Morden, analista di Nomura. “Ma questa situazione politica danneggerà solo il Venezuela“. Mantenere il flusso dei ricavi derivanti dal greggio è una priorità per Maduro, in un Paese che sta affrontando un calo della produzione petrolifera e avrà da ripagare circa 3,5 miliardi di dollari in titoli del debito pubblico entro fine anno.

Il presidente venezuelano ha accusato Trump di voler scatenare “una guerra economica” contro di lui, provocando una recessione senza precedenti. Le ultime sanzioni di Washinghton vietano a qualsiasi individuo o società statunitense di comprare debito di PDVSA per 90 giorni.

 

Le obbligazioni PDVSA 2017

 

Nel frattempo, sul mercato dei capitali, le obbligazioni PDVSA 8,50% con scadenza 2 novembre 2017 (Isin USP7807HAK16) scambiano intorno a 93. Il mercato confida nel rimborso regolare dell’ultima tranche del bond da 6,1 miliardi di dollari, già ristrutturato lo scorso anno, per cui ne restano da rimborsare meno di 900 milioni. Maduro ha assicurato il pagamento dei debiti in scadenza a fine anno, così come convengono gli analisti di Torino Capital che seguono da vicino l’evolversi della crisi venezuelana. Fonti non ufficiali, indicano inoltre che il fondo pensionistico di PDVSA avrebbe acquistato bond in prossimità della scadenza sfruttando il tonfo del titolo fino a quota 75 il mese scorso dopo l’annuncio della formazione dell’Assemblea Costituente  in Venezuela. All’orizzonte anche il rimborso della prima tranche del bond PDVSA 8,50% 2020 (Isin USP7807HAV70) per 1,12 miliardi di dollari le cui quotazioni si sono impennate fino a 78 dal minimo relativo di 62 toccato un mese fa.

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: