Veneto Banca e Popolare Vicenza verso la liquidazione

Azioni e bond subordinati saranno azzerati. Salve le obbligazioni senior e i depositi anche sopra 100.000 euro

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Azioni e bond subordinati saranno azzerati. Salve le obbligazioni senior e i depositi anche sopra 100.000 euro

Titoli di coda per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. La telenovela delle due banche venete, dissestate da passate gestioni criminali e da una crisi economica senza precedenti, è ormai all’epilogo e l’uscita di scena di Fabirzio Viola e Tiziano Carrus. dalla guida dei due istituti veneti è solo una questione di ore.

 

Il governo si appresta infatti a mettere in liquidazione le due banche venete, vista l’impossibilità di salvarle in altri modi. Si seguirà quindi il percorso adottato per Banca Marche, Popolare Etruria, Carichieti e Carife, acquistate a distanza di due anni per la cifra simbolica di 1 euro da UBI Banca. In questo caso, però, sarà Intesa Sanpaolo a mettere 1 euro sul piatto e a rilevare le parti sane delle venete.

 

In arrivo i commissari, Viola e Carrus verso la nomina

 

Sicchè, la messa in sicurezza della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca potrebbe essere questione di pochi giorni. Già nel corso del fine settimana il governo dovrebbe intervenire con un decreto legge per fissare la cornice normativa dell’intervento e procedere speditamente con il “salvataggio”. Il provvedimento emenderà sostanzialmente la legge Salva-Risparmio del febbraio scorso e destinerà una parte dei 20 miliardi al finanziamento di good bank e bad bank.

 

Aumento di capitale da 4 miliardi di euro

 

Secondo fonti finanziarie, si starebbe ragionando su una cifra compresa tra 3,5 e 4 miliardi, ripartita però tra i diversi veicoli coinvolti nel salvataggio. Il primo passaggio dovrebbe comunque essere la liquidazione coatta amministrativa di Bpvi e Veneto Banca che potrebbe essere decretata, d’intesa con Bankitalia, già nei primi giorni della prossima settimana con la nomina dei commissari.

Non a caso i board dei due istituti sarebbero già convocati per martedì a Milano: in quell’occasione i consiglieri e gli amministratori delegati Fabrizio Viola e Cristiano Carrus potrebbero dimettersi per lasciare spazio ai nuovi amministratori.

 

Azzerati bond subordinati e azioni

 

La tappa successiva – scrive MF – prevista a cavallo dell’estate, sarà la scissione delle attività con la costituzione di good bank e bad bank. In quest’ultima dovrebbero confluire non solo i crediti deteriorati ma anche le esposizioni in bonis meno performanti per un totale di circa 17 miliardi, più 1,2 miliardi di bond subordinati e alcune partecipazioni. Esclusi i bond senior secured e unsecured. Il punto più delicato sarà comunque la ricapitalizzazione dei veicoli, che nelle intenzioni del governo dovrebbe essere compiuta dallo Stato. I tecnici del Tesoro sono convinti che in base alla normativa comunitaria la procedura di liquidazione ordinata permetta di utilizzare risorse pubbliche per agevolare la cessione degli asset.

 

Via libera dalla Ue

 

Resta da capire se la Direzione Concorrenza della Commissione Ue e la Vigilanza Bce condivideranno questa interpretazione o porranno nuovi bastoni tra le ruote dopo i mesi di trattative sulla ricapitalizzazione precauzionale. Vero è che, se non passasse la linea dell’esecutivo, le due banche rischierebbero concretamente di finire in risoluzione. Un esito che finora il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan ha escluso con decisione. “Speriamo che tutto venga deciso questo fine settimana“, ha dichiarato ieri il presidente di Bpvi Gianni Mion. “Vediamo; è tutto regolamentato e in questi giorni chiederemo istruzioni“.

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