Veneto Banca e Popolare Vicenza verso la fusione, quale futuro per i bond subordinati?

Il mercato sconta un coinvolgimento delle obbligazioni subordinate delle banche venete nel prossimo aumento di capitale

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Il mercato sconta un coinvolgimento delle obbligazioni subordinate delle banche venete nel prossimo aumento di capitale

Veneto Banca e Popolare di Vicenza accelerano sulla fusione. Domani i vertici dei due istituti si riuniranno per fare il punto della situazione e incontreranno anche il Ministro del tesoro Padoan.Sul tavolo c’è la discussione del piano industriale, il risarcimento proposto agli azionisti e il lancio di un bond garantito dallo Stato sulla falsariga di quanto già avvenuto con Mps.

Nodo centrale del piano industriale sarà la fusione e la contestuale cessione di Npl per circa 9 miliardi di euro, oltre che la stima del nuovo fabbisogno di capitale che si potrebbe generare dalla svalutazione e dallo scorporo dei crediti deteriorati, da cedere verosimilmente al fondo Atlante, che è azionista al 98% dei due istituti. Tutto passando dal successo dell’ offerta di transazione proposta agli azionisti delle due banche che scadrà a metà marzo e che finora ha riscontrato l’adesione di circa 1 socio su 4.

Aumento capitale banche venete fino a 3 miliardi di euro

Altro argomento caldo, sarà l’ aumento di capitale da attuare prima della fusione dei due istituti al fine di presentarsi al cospetto della Bce con i conti in ordine. Si parla di 2,5 miliardi, cifra che potrebbe salire a 3 secondo indiscrezioni e che andrebbe ad aggiungersi agli altri 3,5 già pompati dal fondo Atlante in Veneto Banca e Popolare Vicenza. Soldi che il consorzio bancario non dispone al momento ma che potrebbe raccogliere visto che Atlante si è completamente defilata dalla faccenda Mps per cui lo Stato si sta apprestando a ricapitalizzare precauzionalmente fino a 8,8 miliardi di euro. In questo contesto, gli investitori temono, però, che nell’operazione di rafforzamento patrimoniale delle due banche venete possano essere chiamati a partecipare anche i portatori di bond subordinati i cui rendimenti, superiori al 40%,  indicano una buona che ciò accada.

Bond subordinati saranno convertiti in azioni?

Lo schema sarebbe quello già messo in pratica per i bond subordinati di Mps: conversione in azioni più ristoro per i piccoli risparmiatori. Tuttavia, secondo gli esperti, i due casi, benchè simili nella forma, sono molto diversi nella sostanza. In primo luogo perché è ormai chiaro che la patata bollente sulle venete sarà gestita privatamente dal Fondo Atalante, mentre per Mps è stato necessario l’intervento dello Stato. In secondo luogo perché il coinvolgimento degli obbligazionisti subordinati di Veneto Banca e Popolare Vicenza non avrebbe in termini percentuali un impatto decisamente minore sul capitale di quanto sta avvenendo per Mps (4,29 miliardi di bond subordinati su 8,8 di ricapitalizzazione). Per le venete i numeri son diversi.

Tutti i bond subordinati delle banche venete

Per la Popolare di Vicenza le emissioni subordinate in essere al 31 dicembre 2016 sono per 636 milioni di euro, di cui 364 collocate a investitori istituzionali. Ai risparmiatori ne restano per 189 milioni su tre emissioni. Va poi considerato che circa 43 milioni di bond emessi il 24 giugno 2011  in scadenza nel 2018 (Isin: IT0004724214),  sono stati sottoscritti da assicurati con polizze index linked. Le emissioni davvero in ballo quindi sono solo due: la prima per 99,2 milioni in scadenza il 15 dicembre 2017 (Isin: IT0004657471), la seconda per 47 milioni, il 28 dicembre 2018 (Isin: IT0004781073). Sul fronte Veneto Banca, i titoli subordinati residui al 31 dicembre 2016 sono per 622 milioni di euro. Di questi ne sono stati collocati alla clientela per 95 milioni.

Bond subordinati banche venete rendono il 40%

Quindi i bond subordinati delle due banche ammontano a 1,25 miliardi di euro su un totale di ricapitalizzazione che potrebbe raggiungere i 7 miliardi (di cui 3,5 già pompati nel sistema dal fondo Atlante). Inoltre, secondo quanto dichiarato recentemente dai board delle due banche venete, in seguito al processo annuale di revisione e valutazione prudenziale (SREP – Supervisory Review and Evaluation Process) condotto dalla Banca Centrale Europea, i requisiti patrimoniali su base consolidata da rispettarsi a partire dal 31 marzo 2017 (8,75% CET1 ratio transitional, 10,25% Tier 1 ratio transitional, 12,25% Total Capital ratio transitional), sarebbero pienamente rispettati con la ricapitalizzazione da 938 milioni del 5 gennaio scorso. Pertanto, al momento, il coinvolgimento degli obbligazionisti subordinati non sarebbe necessario – osservano gli analisti – anche perché tanti piccoli investitori sono anche azionisti che hanno già subito pesanti perdite e stanno trattando con le banche un magro risarcimento dei titoli. Una ulteriore perdita sui bond comporterebbe la perdita totale nel sistema bancario veneto. Fiducia che l’Ad di Popolare Vicenza Viola sta cercando di recuperare nei confronti della clientela e dell’imprenditoria locale. Indipendentemente da come andrà a finire, il mercato sta già facendo scontare lo scenario ai titoli subordinati delle due banche. Tra i maggiori ribassi sulla piattoforma Eurotlx c’era il bond decennale da 200 milioni di Veneto Banca (Isin XS1327514045) emesso lo scorso anno e in scadenza nel 2025 che prezza 47 e rende il 41%. Stessa cosa per il bond decennale emesso da Popolare di Vicenza (Isin XS1300456420)

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